“Strumenti di pace”, la mostra nei Musei del Duomo

Prende il via “Strumenti di pace”, una iniziativa per mettere in dialogo il patrimonio della Cattedrale modenese con i linguaggi artistici contemporanei. Le sculture di Zanini, giovane artista bolognese, verranno esposte accanto agli arazzi fiamminghi, considerati tra i beni più preziosi del Duomo, e alcuni codici medievali dell’Archivio Capitolare. L’inaugurazione si terrà sabato, 21 marzo, alle ore 16, nei Musei del Duomo (via Lanfranco 4, Modena).
Francesca Fontana, codirettrice dei Musei del Duomo, spiega: «La mostra è ispirata al tema della pace: concetto che supera i nostri confini religiosi e politici e che può iniziare ad essere costruita a partire dal modo in cui guardiamo la realtà».
A tale proposito le opere di Zanini pongono una sfida all’occhio umano e al significato che attribuiamo agli oggetti. Si tratta di sculture realizzate in materiali poveri – carta, cartone – che possono essere familiari, ma non riproducono oggetti immediatamente riconoscibili, stimolando così la riflessione e l’interpretazione. «Possono essere drammaticamente armi di guerra destinate a una cieca violenza, così come affascinanti strumenti di pace capaci di generare un’armoniosa melodia», si legge nella presentazione. «Siamo noi, attraverso il nostro sguardo, ad attribuire loro una forma definita e uno scopo».
L’intreccio tra le opere di Zanini e gli arazzi (1560 circa, Bruxelles) pone l’accento sulla violenza che attraversa le storie bibliche – Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, il Diluvio universale e L’invenzione delle arti illiberali e meccaniche – e invitano a riflettere sul nostro modo di guardare il mondo.
Classe 1998, Zanini è cresciuto sull’Appennino tosco-emiliano, studia e lavora a Bologna e ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui Divergere (2024) a cura di Simone Pellegrini, presso l’Accademia Belle Arti (Bologna) e Nella Silva (2026) a cura di Alessandro Mescoli e Cecilia Berto, presso Crac Spazio arte (Modena).
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