Stroncato a 41 anni da un’infezione, la morte di Amato Capogrossi arriva in procura. Esposto dei familiari
ANCONA La morte di Amato Capogrossi, il 41enne falconarese stroncato da un’infezione da stafilococco lo scorso 11 gennaio, arriva sul tavolo della Procura. La madre ha presentato querela contro ignoti. L’obiettivo è accertare se si sia trattato di una tragica fatalità oppure se vi siano responsabilità lungo la catena sanitaria che lo ha preso in carico nei giorni precedenti al decesso. La famiglia, assistita dall’avvocato Giorgio Marchetti, si prepara a depositare una perizia medico-legale di parte.
La storia
Il 15 dicembre Amato si era presentato al pronto soccorso per un dolore lancinante alla schiena, diagnosticato come lombosciatalgia. Solo in seguito sarebbe emersa l’infezione da stafilococco che, ormai irreversibile, nel giro di poche settimane lo ha portato alla morte. Con l’esposto, la famiglia chiede di verificare l’intera catena sanitaria a partire dal medico di base, fino ai due ingressi al pronto soccorso di Torrette, il 15 e il 17 dicembre.
Dagli atti emerge che il primo accesso in ospedale era stato classificato in codice azzurro, fu dimesso con la diagnosi di lombosciatalgia, somministrazione di terapia antidolorifica e nessun ulteriori accertamenti diagnostici. Due giorni dopo, con dolori descritti come sempre più intensi, il 41enne era tornato in ospedale: questa volta in codice arancione. Secondo quanto riferito dalla famiglia, durante il primo accesso sarebbero emerse criticità negli accertamenti, con difficoltà nel reperire un accesso venoso e quindi nell’eseguire le analisi del sangue e nel somministrare le terapie per via endovenosa. Solo successivamente, durante il secondo accesso gli esami diagnostici avrebbero evidenziato un quadro più complesso: un’infezione profonda con formazione di pus in un muscolo della zona lombare (ileopsoas destro), trombosi della vena cava inferiore e delle vene iliache. Amato fu trasferito nel reparto Malattie infettive il giorno dopo.
Le condizioni
Nel frattempo, l’infezione si sarebbe progressivamente estesa ai polmoni, aggravando le condizioni cliniche nonostante il successivo trasferimento in Rianimazione il 29 dicembre, fino al decesso. Tra il materiale refertato ci sarebbe anche un video, che mostrerebbe il giovane piegarsi a terra per il dolore mentre attendeva di essere visitato in pronto soccorso. Sarà ora l’indagine della procura a stabilire se vi siano state responsabilità mediche dietro la morte del 41enne o si sia trattato di una fatalità.




