Umbria

Stranieri, aumenta l’indennità del rettore mentre viene tolta quella ai dipendenti: «Gesto grave»


di D.B.

Torna a salire ore la tensione a Palazzo Gallenga, sede dell’Università per stranieri di Perugia. Mercoledì il consiglio di amministrazione dell’Ateneo ha approvato con cinque voti a favore e quattro contrari l’aumento dell’indennità a favore del rettore Valerio De Cesaris, che passerebbe da 50 mila a 75 mila euro. Decisivo è stato il voto dello stesso rettore, mentre contro hanno votato il rappresentante della Cgil e uno del personale amministrativo. Una mossa che ha provocato forti proteste all’interno dell’Università, anche perché arrivata nel giorno in cui lo stesso cda ha deliberato di non corrispondere ai propri dipendenti tecnici e amministrativi l’indennità di lingua per l’anno 2023.

La seduta Nella giornata di mercoledì circa 40 membri del personale tecnico si sono ritrovati davanti alla sala del consiglio di amministrazione per una sorta di presidio improvvisato, chiedendo al rettore di non aumentare la propria indennità. A qualche ora dal termine del cda la Flc Cgil (il sindacato che insieme ad alcuni docenti ha promosso un ricorso al Tar contro il nuovo regolamento di Ateneo), in una nota sostiene che la «decisione discrezionale» di non corrispondere l’indennità ai dipendenti «viola lo Statuto dell’Università ed è priva di serie e fondate motivazioni, è stata contestata da tutto il personale con varie assemblee e con una motivata diffida promossa dalla Flc Cgil e sottoscritta da quasi la metà del personale interessato». 

Grave gesto «Con questa delibera assunta dal Cda – continua il sindacato – i lavoratori si troveranno improvvisamente privati di una somma che da oltre trent’anni veniva erogata ogni mese di ottobre e che è in stretta correlazione con la peculiare missione che caratterizza la loro università come ateneo a ordinamento speciale. Il grave gesto risulta tanto più deprecabile quanto, nella stessa seduta in cui si è negata al personale l’indennità, pur espressamente prevista dallo Statuto, il rettore De Cesaris non ha esitato a portare in approvazione un aumento della propria indennità, più che raddoppiata, e di quelle di altre cariche interne». Nell’esprimere grave sconcerto la Flc conclude sostenendo che «nel momento in cui si impongono gravi e non condivisi sacrifici ai lavoratori sarebbero occorsi, quantomeno, ben altra sensibilità e stile di comportamento». Insomma, la tensione è alta e la vicenda lascerà sicuramente strascichi. 

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