Cultura

Stranger Things: il finale ha un significato nascosto che nessuno aveva colto. Lo svelano i Duffer Brothers

L’epilogo di Stranger Things non rappresenta soltanto la conclusione di uno dei fenomeni pop più rilevanti dell’ultimo decennio, ma segna la fine di un’epoca formativa per Millie Bobby Brown, che nell’intervista rilasciata a Netflix Tudum descrive l’addio definitivo a Undici come un momento profondamente catartico e viscerale. L’attrice ha raccontato di essersi spinta ben oltre i propri limiti abituali, affrontando una preparazione fisica senza precedenti che l’ha vista impegnata in scene d’azione di un’intensità quasi acrobatica; l’obiettivo era dare al suo personaggio una chiusura che rispecchiasse la sua totale evoluzione, trasformandola definitivamente da bambina smarrita e vittima di esperimenti di laboratorio in una guerriera consapevole e padrona del proprio destino.

Perché Stranger Things è finito così

Secondo la Brown, il percorso di Undici in questa quinta stagione è guidato da un altruismo solitario e quasi messianico, inteso come l’unico strumento capace di spezzare una volta per tutte il legame di dolore e sangue che tiene unita Hawkins alle oscurità del Sottosopra.

A gettare una luce definitiva su questa scelta sono i fratelli Duffer, i quali hanno rivelato che non è mai esistita una versione della storia in cui Undici continuava a frequentare il gruppo alla fine dei giochi. Ross Duffer spiega che il personaggio incarna la magia dell’infanzia e che, affinché la storia di Hawkins si concluda e i protagonisti possano finalmente diventare adulti, Undici deve necessariamente sparire dalla circolazione.

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L’idea dei creatori è quella di lasciare il destino della ragazza in un limbo interpretativo, affidandolo alla sensibilità dello spettatore: non viene fornita una risposta chiara sulla sua sorte, ma si preferisce puntare sulla speranza e sulla convinzione dei suoi amici che lei stia bene, da qualche parte. Matt Duffer sottolinea infatti che mantenere un contatto con lei distruggerebbe la coerenza narrativa del finale; la realtà è che, se Undici è ancora là fuori, la fede nella sua sopravvivenza è l’unico modo per tenerla in vita nel cuore dei compagni, permettendo a Mike e agli altri di superare finalmente il trauma e andare avanti.

Questa necessità di distacco è stata confermata anche dai fratelli Duffer, i quali hanno sottolineato come, per permettere al resto del gruppo di crescere ed entrare finalmente nell’età adulta, l’elemento magico e sovrannaturale incarnato da Undici dovesse inevitabilmente compiere un sacrificio finale, uscendo di scena per ristabilire l’equilibrio.

Il finale è una chiusura malinconica ma essenziale, un addio progettato per chiudere ogni cerchio rimasto aperto, dai traumi infantili alla gestione di poteri che sono stati tanto un dono quanto una maledizione. Millie Bobby Brown emerge da questa esperienza con una maturità artistica nuova, pronta a salutare il ruolo che l’ha resa un’icona globale, consapevole che il viaggio di Undici si conclude con una scelta di libertà che risuonerà a lungo nel cuore dei fan.


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