Stranezze di città, un gatto osserva l’erosione dell’Acquedotto Alessandrino
Le piogge intense hanno evidenziato una criticità seria lungo il tratto dell’Acquedotto Alessandrino su via dei Pioppi
Non ho Facebook e non ho Instagram ma ho amici che li utilizzano. Maurizio è iscritto su entrambi e mi ha inviato una foto che riprende un report del 29 gennaio 2026 su via dei Pioppi e l’Acquedotto Alessandrino. (La pagina facebook è di reteimpresecastani).
“Le piogge intense di questi giorni hanno evidenziato una criticità seria lungo il tratto dell’Acquedotto Alessandrino su via dei Pioppi, con erosione del terreno a ridosso delle fondazioni e problemi sulla viabilità.
Come Patto di Collaborazione, abbiamo: effettuato un sopralluogo, inviato una segnalazione tecnica formale agli uffici competenti, proposto interventi di messa in sicurezza e tutela del bene. chiesto un riassetto della viabilità, con la progressiva riduzione fino al divieto dei mezzi pesanti.
Un’azione concreta per proteggere un bene storico e aumentare la sicurezza a Centocelle”.
Esco in bicicletta quasi tutti i giorni, evito di farlo nelle giornate di pioggia. Quando non pedalo cammino con l’ombrello in mano, aperto se piove.
Mi piace la strada perchè mi ricorda la corsa, che ora non posso più praticare. Mi piace percorrere i chilometri in città e osservo, amo i quartieri periferici di Roma.
Non mi piacciono i luoghi che ti obbligano a passare e ripassare sullo stesso viottolo. I vecchi ex maratoneti come me sanno che la vista deve spaziare tanto, per soffrire di meno ...la fatica.
Lo facevo con la corsa, dovevo terminare la seduta di allenamento con una salita portando in alto i battiti del cuore e poi riabbassarli nel tratto in pianura.
Lo faccio anche oggi con la bicicletta, la salita è sempre quella di via delle Spighe e la pianura è sempre quella di viale della Bella Villa, nel quartiere Alessandrino.
Per arrivarci passo da Centocelle e pedalo in discesa per via dei Pioppi.
Sabato 21 febbraio 2026 in via dei Pioppi, direzione viale Palmiro Togliatti, c’era una lunga fila di macchine e due autobus dell’ATAC, un furgone non riusciva a passare l’arcata dell’Acquedotto Alessandrino per andare a via delle Azalee.
Pur essendo in bicicletta mi son dovuto fermare e ho visto poco più avanti un gatto seduto sulle pietre degli archi.
I gatti sono storicamente legati alle strutture in pietra, dai templi egizi dove erano venerati come guardiani della soglia, alle rovine romane, come quelle dei Mercati di Traiano a Roma, dove si muovono come custodi silenziosi.
Sono certo che anche lui mi ha guardato e con gli occhi socchiusi mi ha inviato un segnale che ho interpretato in “Io sono qui, l’Acquedotto Alessandrino è qui. Una parte di acquedotto cede, ma il mio sguardo resta”.
Ho abbassato lo sguardo sulla strada ho visto che a distanza di un mese dalla segnalazione di reteimpresecastani , nulla è cambiato lungo quel tratto dell’Acquedotto Alessandrino.
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