Lazio

Stranezze di città, le tavolacce fradicie accatastate vicino alla abbandonata Cisterna Romana 

Per ben osservare il nostro parco di periferia è opportuno posizionarsi nei luoghi elevati, perché offrono un punto di osservazione privilegiato da cui dominare visivamente il paesaggio più basso e più nascosto. 

Dal rilievo nella piccola pineta del parco di Tor Tre Teste si vede in lontananza l’altra altura che domina la parte bassa del quartiere Alessandrino.

Una passeggiata di qualche centinaio di metri e ci si arriva, ancora qualche metro di lieve discesa e a mezza costa c’è la “trascurata” Cisterna Romana del nostro parco di periferia.

Siamo passati davanti al sito archeologico in abbandono il 17 ottobre 2025 in occasione dell’appuntamento Walkabout + workshop a Tor Tre Teste.

I partecipanti, tra cui due turiste inglesi e una spagnola, prima di vedere la Cisterna Romana e le reti metalliche di protezione hanno osservato le tante tavole di legno accatastate e qualche parola sgradevole a commento l’abbiamo ascoltata..

Nella passeggiata avevo al mio fianco Roberto, un amico del quartiere Alessandrino, che non riusciva a capacitarsi su come fosse possibile tanto disinteresse e degrado in un parco pubblico.

Gli ho risposto che probabilmente le tavole in legno, installate ai tempi del Presidente dell’allora VII Municipio Roberto Mastrantonio (tra il 2006 e il 2008), che permettevano di camminare comodamente sopra o intorno alla Cisterna Romana hanno avuto un ciclo di vita abbastanza lungo e meritavano manutenzione o sostituzione.

Invece forse l’usura dovuta alla pioggia e al sole, forse l’eventuale vandalismo, forse l’uso improprio hanno di fatto reso le passerelle instabili o pericolose per i visitatori.

Forse la presenza delle tavole potrebbe aver ostacolato gli interventi di pulizia intorno alla Cisterna Romana. 

Forse si è deciso l’intervento di rimozione delle tavole di legno, che poi è stato sospeso o rallentato, lasciando i materiali in giacenza

Forse la successiva sostituzione delle tavole di legno con nuove piattaforme a norma richiedeva un nuovo stanziamento di fondi e una gara d’appalto.

Conosciamo tutti i processi della pubblica amministrazione, che possono richiedere tempi molto lunghi.

Oggi, al termine della mia passeggiata di trenta chilometri in bicicletta, sono andato sull’altura del parco a dare un altro sguardo alla “trascurata” Cisterna Romana.

Dopo l’uso del’avverbio probabilmente e forse del 17 ottobre, oggi uso il sostantivo sicurezza per il lavoro incompiuto, per l’abbandono e il degrado nei pressi del “trascurato” sito archeologico.

La Cisterna Romana è strettamente connessa all’Acquedotto Alessandrino, l’undicesimo e ultimo dei grandi acquedotti realizzati nell’antica Roma. Il suo scopo primario era l’approvvigionamento idrico delle Terme di Nerone, situate in Campo Marzio, vicino all’attuale Palazzo Madama di oggi. L’acquedotto si sviluppava per circa 22 km, captando le sue acque in località Pantano Borghese lungo l’antica Via Prenestina. 

Gran parte del suo percorso era sotterraneo, ma emergeva in superficie con imponenti arcate, ancora oggi visibili nel tratto che attraversa il Parco di Tor Tre Teste 

La “trascurata” Cisterna Romana situata nel Parco di Tor Tre Teste  è classificata come una Piscina Limaria (Piscinae Limariaeo bacino di decantazione

Grandi vasche poste lungo il percorso dell’acquedotto, spesso poco prima dell’ingresso in città, dove l’acqua veniva temporaneamente immessa per permettere alle impurità e ai sedimenti di depositarsi sul fondo prima di proseguire il viaggio verso la città.

Questo bacino testimonia l’ingegneria idraulica romana non solo nella distribuzione, ma anche nella purificazione dell’acqua, fondamentale per la salute pubblica.

La “trascurata” Cisterna Romana nel parco di Tor Tre Teste dovrebbe essere un’importante testimonianza archeologica e dovrebbe rappresentare un elemento storico che emerge nel tessuto urbano moderno della periferia romana. Tra l’altro sorge vicino ad una scuola superiore, la Teresa Gullace, alla quale si potrebbe propore un’adozione dell’importante reperto

Però… intanto, che si tolgano quelle tavolacce fradicie e pericolose!

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