Storefront Church – Blue Movie
Si vedono le quinte, il fondale traballa, la luce artificiale diventa più evidente della scena che dovrebbe illuminare. È precisamente lì che “Blue Movie”, terzo album di Lukas Frank sotto il nome Storefront Church, decide di abitare.
Un cinema povero, notturno, sporco.

Tutto viene ristretto, compresso, avvicinato al corpo. Frank ha suonato, cantato, prodotto e mixato l’intero album nella propria casa di Los Angeles, scegliendo una tavolozza elettronica più intima, fatta di sintetizzatori, asperità, riverberi e improvvise esplosioni melodiche.
È significativo che Frank stesso abbia definito questo il suo disco più cheap and pathetic, nato in un capanno senza finestre con strumenti finti e sintetizzatori, mentre il precedente era stato concepito in studio con archi e musicisti.
E forse è proprio questo il significato del titolo. Un blue movie è un film clandestino, erotico, proibito, marginale. Ma il blu è anche il colore della notte, della luce elettronica, della malinconia televisiva, della pelle quando il sangue sembra essersi ritirato.
“Still Lying” è una delle sue dichiarazioni più spettacolari. La voce si agita dentro un’elettronica scura, distorta e teatrale, mentre la canzone sembra crescere su se stessa fino a diventare un melodramma gotico. “Seafood Shanty” è un misto tra un ingenuo pop romantico e il teatro dell’assurdo. “Pictures Of Her Debit Card” porta il disco dentro una contemporaneità ancora più disturbante. “Witness Protection” è l’apice del disco. invece una delle sorprese dell’album. Nei passaggi più felice ricorda addirittura i grandissimi Suicide.
“Blue Movie” è molto più interessante della sua semplice genealogia musicale. Certamente ci sono gli anni Ottanta, la darkwave, l’art-pop, l’elettronica gotica, il synth-pop, il rock alternativo. Ma “Blue Movie” non è un esercizio di citazione. È piuttosto un disco che prende una certa idea di pop degli anni Ottanta , una superficie elegante sotto la quale qualcosa sta andando terribilmente storto, e la trasporta dentro la Los Angeles contemporanea.
Storefront Church canta il glamour dopo il glamour. Il romanticismo quando è rimasto soltanto il suo involucro. Los Angeles che promette il paradiso e consegna invece un set vuoto alle tre del mattino.
Source link




