Lazio

stop di un mese confermato

Si chiude con una bocciatura il contenzioso tra Lime e Roma Capitale.

Con una decisione depositata ieri, 11 febbraio 2026, il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla società di sharing mobility, confermando la legittimità della sanzione disposta dal Campidoglio.

La pronuncia mette la parola fine a un breve ma intenso braccio di ferro amministrativo e sancisce lo stop della flotta verde-bianca per i prossimi trenta giorni.

Il nodo della distribuzione territoriale

Al centro della controversia c’era uno dei punti chiave del nuovo regolamento capitolino sulla sharing mobility: l’obbligo di garantire una distribuzione equilibrata dei mezzi tra centro e periferie.

Secondo l’amministrazione, Lime avrebbe concentrato monopattini e biciclette soprattutto nelle zone a maggiore redditività, trascurando i quadranti più periferici. Da qui la sanzione: sospensione del servizio per un mese.

I giudici amministrativi hanno ritenuto il provvedimento proporzionato e coerente con gli impegni contrattuali sottoscritti dall’operatore, riconoscendo la legittimità dell’intervento del Comune a tutela dell’equilibrio territoriale del servizio.

Il “corto circuito” della sospensione cautelativa

Nelle ore precedenti alla sentenza si era aperto un piccolo giallo amministrativo.

Nella tarda serata di mercoledì 11 febbraio, il Dipartimento Mobilità aveva inviato alla società una comunicazione con cui si disponeva il congelamento temporaneo della sanzione in attesa della decisione del TAR.

Una mossa di natura cautelativa che, però, è stata di fatto superata dalla pronuncia del tribunale. Con il rigetto dell’istanza, la sospensione è diventata immediatamente efficace, rendendo privo di effetti il precedente atto interlocutorio.

Stop immediato per gli utenti

Le conseguenze per gli utenti sono immediate. L’applicazione Lime bloccherà le funzioni di noleggio di monopattini e biciclette su tutto il territorio di Roma Capitale.

La sospensione durerà 30 giorni. In questo periodo la società dovrà occuparsi della gestione della flotta ferma e dell’eventuale riallineamento agli obblighi contrattuali.

Il servizio di sharing mobility continuerà comunque a essere garantito dagli altri operatori autorizzati, che hanno superato i controlli del Dipartimento e non sono stati destinatari di analoghi provvedimenti.

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