Umbria

Stop bullismo: passa per Terni la ‘pedalata per Leo’


Una tappa carica di emozione e significato, quella di domenica mattina 30 novembre a Terni, per la pedalata di sensibilizzazione dedicata a Leonardo Calcina, il 15enne di Montignano morto il 13 ottobre 2024 dopo mesi di sofferenze legate, secondo la famiglia, a pesanti episodi di bullismo.

Paolo Baldini, il ciclista promotore dell’iniziativa che sta attraversando l’Italia con l’obiettivo di consegnare una proposta di legge popolare contro il bullismo alle massime istituzioni dello Stato, è arrivato in Piazza Tacito intorno alle 13:20 accolto ufficialmente dall’amministrazione comunale. Ad attendere Baldini, la madre di Leonardo Viktoryia Romanenko, e l’avvocata della famiglia, Pia Perricci, c’era l’assessore al Welfare e alla Scuola Viviana Altamura. Un incontro semplice, composto, ma denso di significati: sullo sfondo la fontana di Piazza Tacito, davanti un dolore che non conosce distanza, né confini regionali.

Nel corso della breve cerimonia, l’assessore Altamura dopo aver portato il saluto del Sindaco Stefano Bandecchi ha espresso la vicinanza dell’intera amministrazione comunale alla famiglia Calcina. «Ogni volta che un ragazzo soffre, e ancor più quando una famiglia perde un figlio, la comunità intera deve interrogarsi. Abbiamo accolto con rispetto questa iniziativa perché il bullismo non è un fatto privato: è una responsabilità collettiva, che chiama in causa scuola, istituzioni, famiglie e territorio», ha dichiarato Altamura, consegnando alla madre del ragazzo scomparso il gagliardetto ufficiale del Comune di Terni.

La pedalata, partita da Montignano, è un percorso lungo e simbolico: consegnare una lettera — con allegata una proposta di legge popolare contro il bullismo — al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Carlo Nordio e Giuseppe Valditara. Cinquantamila le firme da raccogliere per trasformare il dolore in un’iniziativa legislativa concreta. Se alcune tappe marchigiane hanno visto un’accoglienza calorosa, non sono mancate delusioni per la famiglia, che ha lamentato indifferenza in alcuni Comuni umbri. A Terni, invece, l’amministrazione si è dimostrata sensibile in segno di rispetto e ascolto.

Visibilmente commossa la madre di Leo, ha ringraziato Terni per la sensibilità istituzionale dimostrata. L’assessore Altamura ha ricordato l’impegno del Comune sul fronte educativo e sociale, con progetti rivolti alle scuole e alle famiglie: «Il bullismo non lo si combatte con un gesto isolato, ma con una continuità di interventi, prevenzione, educazione all’empatia. Terni c’è, e ci sarà, ogni ragazzo che soffre chiede a tutti noi di non girarci dall’altra parte».

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