Società

Stipendio scuola, arretrati possibili a gennaio con emissione speciale. Quale differenza tra lordo e netto. RISPOSTE AI QUESITI

Lo scorso 23 dicembre è arrivata la firma definitiva per il contratto scuola 2022-24. Cosa è previsto per docenti e ATA, quando arriveranno gli aumenti e gli arretrati previsti? Per fare il punto della situazione e capire le differenze tra lordo e netto (sia per docenti che per ATA), la redazione di Orizzonte Scuola ha realizzato una puntata di Question Time con ospite Francesco Sciandrone (Uil Scuola Rua).

Quando verranno accreditati gli aumenti e gli arretrati previsti dal nuovo contratto per docenti e ATA?

Gli accrediti degli aumenti stipendiali e degli arretrati dovrebbero avvenire tra gennaio e febbraio 2026. È possibile che il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) proceda già a gennaio con un’emissione speciale, aggiornando gli stipendi con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

Gli arretrati riguardano principalmente l’anno 2024 e consistono nel ricalcolo dell’aumento mensile per ciascun profilo e classe stipendiale, moltiplicato per 13 mensilità, da cui si detrae l’importo già erogato come indennità di vacanza contrattuale. Considerando che questa indennità è stata versata per tutto il 2024 (incluso il rateo di dicembre), si stima che sia già stato anticipato oltre il 60% dell’importo complessivo. Il restante 40% sarà accreditato con gli arretrati, riferiti sia al 2024 che al 2025.

A questi importi va aggiunta un’indennità una tantum, prevista sia per i docenti che per il personale ATA. Tale indennità deriva da risparmi interni al sistema scolastico, come fondi non utilizzati per il fondo d’istituto e risorse destinate alla valorizzazione del personale ATA. Quest’ultimo, infatti, riceverà un una tantum maggiore rispetto ai docenti, proprio grazie ai 61 milioni residui destinati alla loro professionalità.

Come si calcolano gli arretrati?

Il calcolo avviene così:

  • aumento mensile × 13 mesi × 2 anni (2024 e 2025)
  • si sottrae quanto già ricevuto come indennità di vacanza contrattuale
  • si aggiunge il nuovo aumento del CIA (Compenso Individuale Accessorio) per il personale ATA
  • si aggiunge l’aumento dell’RPD (Retribuzione Professionale Docenti), parametrata per 12 mesi
  • infine si somma l’una tantum.

Esempi di arretrati lordi per alcune figure:

  • Collaboratore scolastico (classe 0): € 1.356,18
  • Assistente amministrativo (classe 15): € 1.640,38
  • Docente scuola secondaria di secondo grado (classe 0): € 1.551,00
  • Docente scuola secondaria di secondo grado (classe 35): € 2.352,80

Come funziona la tassazione?

  • Chi rientra sotto i 28.000 euro annui lordi continuerà ad avere una tassazione ordinaria del 23%.
  • Chi supera i 28.000 euro avrà una tassazione sugli arretrati del 35%.
  • Dal 1° gennaio 2026, la nuova aliquota IRPEF sulla parte eccedente i 28.000 euro sarà del 33%, come previsto dalla Legge di Bilancio appena approvata.

Chi è andato in pensione nel 2024 o 2025 riceverà gli arretrati e gli aumenti?

Sì. Chi è andato in pensione nel 2024 o 2025 avrà diritto al contratto nella sua interezza, compresi gli arretrati e gli aggiornamenti utili al ricalcolo della pensione e della liquidazione (TFR/TFS). Per chi è andato in pensione nel 2022 o 2023, invece, non sono previsti arretrati, ma l’INPS dovrà comunque ricalcolare la pensione sulla base della retribuzione spettante al momento della cessazione dal servizio, includendo gli aumenti contrattuali.

Sono già stanziate le risorse per il prossimo contratto 2025-2027?

Sì. Le risorse per il contratto 2025-2027 sono già state stanziate, per cui si prevede una firma relativamente rapida anche per la prossima tornata contrattuale.

I contratti a tempo determinato breve riceveranno gli arretrati come quelli annuali o in modo differito?

Come negli anni precedenti, il MEF tende a trattare separatamente i contratti a tempo determinato breve. Quindi è probabile che per questi lavoratori l’accredito degli arretrati avvenga con tempistiche differenti rispetto al personale di ruolo o con incarico al 30 giugno o al 31 agosto.

Le ore eccedenti rientrano nel calcolo degli arretrati?

No, le ore eccedenti non sono considerate nel calcolo degli arretrati contrattuali, perché si tratta di salario accessorio, non tabellare. Tuttavia, le ore eccedenti possono influire nel calcolo della pensione, nella parte variabile (quote B e C), qualora superino il 18% dello stipendio base.

I pensionati del 2022 e 2023 riceveranno arretrati?

No, chi è andato in pensione nel 2022 o nel 2023 non riceverà arretrati. Tuttavia, ha diritto all’applicazione del nuovo contratto nella ricostruzione della pensione: l’INPS dovrà ricalcolare la pensione tenendo conto della nuova retribuzione teorica spettante al momento della cessazione dal servizio.

Le cifre indicate (es. 1.356,18 euro per i collaboratori scolastici) sono lorde o nette?

Le cifre comunicate sono lorde, perché è impossibile calcolare con precisione il netto senza conoscere tutti i dati individuali, come detrazioni per lavoro dipendente e familiari a carico. Indicativamente:

  • Se si resta sotto i 28.000 euro annui, si applica una tassazione al 23%;
  • Se si superano i 28.000 euro, la parte eccedente viene tassata al 35% per gli arretrati (e al 33% dal 2026 per lo stipendio regolare).

Chi è stato immesso in ruolo a settembre 2025, ma ha lavorato come supplente dal 2020, quando vedrà aggiornato il gradone?

L’aggiornamento avviene dopo il superamento dell’anno di prova, cioè dal 1° settembre 2026. Successivamente, si presenta la richiesta di ricostruzione della carriera, che comporta l’emissione di un decreto da parte della scuola, da vistare dalla Ragioneria dello Stato. Solo dopo questo passaggio si aggiorna la classe stipendiale, tenendo conto degli anni riconosciuti. Fino a quel momento, la classe riportata potrebbe non essere corretta o risultare provvisoria.

Dove si legge nel cedolino la classe stipendiale?

La classe stipendiale si trova nel primo foglio del cedolino, nella sezione centrale. È indicata con la voce “classe” o “fascia”. Accanto viene riportata anche la data di scadenza del gradone attuale, utile per capire quando si passerà alla classe successiva.

Qual è l’arretrato netto stimato per i collaboratori scolastici?

Per un collaboratore scolastico in classe 0, l’arretrato lordo è di 1.356,18 euro. Applicando la tassazione ordinaria del 23% (circa 311 euro di tasse), il netto stimato è di circa 1.045 euro. Naturalmente, chi si trova in classi superiori riceverà importi più alti.

Nel mio cedolino mancano le voci “fascia” e “scadenza”. Cosa significa e cosa devo fare?

La mancanza delle indicazioni relative a “fascia” e “scadenza” nel cedolino è generalmente dovuta al fatto che non è ancora stata effettuata la ricostruzione di carriera. In assenza di questo provvedimento, la Ragioneria dello Stato non può assegnare una classe stipendiale precisa. In questi casi, il sistema assegna provvisoriamente la classe 0, senza indicazione di scadenza. Quando la ricostruzione verrà approvata e registrata, il sistema aggiornerà automaticamente la fascia e la relativa scadenza. Ogni dipendente dovrebbe ricevere una copia del decreto di ricostruzione, utile per verificare se la procedura è stata effettivamente completata.

Perché i docenti con contratto al 30 giugno non vedono arretrati nel cedolino?

Attualmente nessuno ha ancora ricevuto gli arretrati, quindi la loro assenza nel cedolino non è anomala. Non essendo ancora state effettuate le emissioni da parte del MEF, nessuna categoria – nemmeno i docenti a tempo determinato – ha ricevuto importi arretrati.

Perché gli arretrati del contratto CCNL 2019-2021 partono dal 2024 e non dal 2022?

Le risorse stanziate per il contratto sono state concentrate esclusivamente sul biennio 2024-2025. Per il 2022 e il 2023 non sono stati previsti arretrati veri e propri, ma soltanto l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale. Si è trattata di una scelta contrattuale dettata dalla disponibilità dei fondi. Firmare subito ha significato garantire ai lavoratori l’accredito tempestivo di quanto possibile, evitando ulteriori ritardi.

Il contratto si applica anche ai funzionari comandati presso il Ministero dell’Istruzione o gli Uffici Scolastici?

Sì. Il contratto collettivo si applica anche al personale scolastico comandato presso il Ministero o gli Uffici territoriali, in quanto formalmente dipendenti della scuola. Quindi, anche loro hanno diritto agli aumenti e agli arretrati previsti.

Nel 2023 ho ricevuto un anticipo sul contratto 2022-2024: a cosa si riferisce?

Si tratta di un anticipo dell’indennità di vacanza contrattuale, erogata nel 2024 per sei mensilità (6,7 volte). Questo importo è stato indicato nei cedolini del 2023 come “anticipo contratto” e sarà scomputato dal totale degli arretrati da erogare.

Il ricalcolo della pensione per chi è andato in pensione nel 2022 sarà automatico o va richiesto?

In linea teorica, il ricalcolo deve essere automatico. La scuola deve predisporre un provvedimento di nuovo inquadramento per l’anno 2024, indicando la retribuzione spettante a chi è cessato nel 2022. Questo provvedimento viene poi trasmesso alla Ragioneria dello Stato e successivamente all’INPS. Tuttavia, se dopo un anno non si riceve alcuna comunicazione o aggiornamento, è consigliabile presentare una richiesta formale al dirigente scolastico per sollecitare l’aggiornamento.

Se gli arretrati arrivano a febbraio, c’è il rischio che vengano “dimezzati” dal conguaglio fiscale?

Non si può parlare di “dimezzamento”, ma certamente gli arretrati potrebbero subire una tassazione maggiore, a causa del conguaglio fiscale. Questo dipende da diversi fattori:

  • L’ammontare della retribuzione complessiva nel 2025;
  • La presenza di compensi accessori (es. fondo di istituto);
  • La soglia dei 28.000 euro lordi: sotto questa soglia si applica il 23%, oltre si applica il 35% sugli arretrati.

Tutto dipende dalla composizione individuale del reddito annuale, per cui non è possibile fare una previsione unica valida per tutti.

Dopo quanti mesi dalla pensione viene pagata la liquidazione (TFR/TFS)?

Dipende dalla tipologia di pensionamento:

  • Per pensione di vecchiaia (limiti di età): la prima rata viene erogata entro 15 mesi.
  • Per pensione anticipata: la prima rata arriva entro 27 mesi.
    Se l’importo lordo complessivo supera i 100.000 euro, la liquidazione sarà divisa in tre rate. Se è inferiore, in due rate.

Rivedi la diretta


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »