Trentino Alto Adige/Suedtirol

Stipendi più leggeri, a Bolzano si rinuncia allo shopping ma non allo spritz – Bolzano



BOLZANO. «Tra aperitivi e pizze, lo stipendio sempre più leggero vola. Le famiglie ed i singoli hanno sempre meno soldi e mai come di questi tempi hanno deciso di godersi la vita e tagliare gli acquisti rinviabili. Va da sé che per il commercio sia sempre più dura». Thomas Rizzolli – fiduciario dell’Unione per Bolzano – e Mirco Benetello, direttore di Confesercenti, dicono che al momento in centro storico e nei quartieri c’è poco movimento. «La Germania è in crisi e si vedono pochi turisti tedeschi – spiega Rizzolli – se a tutto questo aggiungiamo il ristagno economico e ci aggiungiamo l’e-commerce che basta un clic da casa e ti portano quel che vuoi… è presto fatta». Effetto Waltherpark? «Minimale, la puntura di una zanzara».

Blocco voli e benzina Benetello concorda in toto. «Va detto che la stagione parte adesso e il blocco dei voli, visti gli scenari di guerra, potrebbe generare un effetto positivo per un turismo di prossimità. Resta però da vedere quanto impatterà il costo della benzina su questi spostamenti». Parecchio.L’Unione consumatori dice che dopo le autostrade che detengono il record con 2,105 euro, il gasolio più caro si vende a Bolzano con 2,081 euro. Stesso vale per la benzina: dopo il 1,910 delle autostrade, vince ancora Bolzano con 1,866 euro.

Trend: cibo e socialità «Momento non facile – riprende Rizzolli, ottimista di natura – e se i soldi sono pochi e si sgobba tutto il giorno, tanto vale godersi quel che si ha. La tendenza di questi ultimi anni è questa. Cibo e socialità per volersi bene». “Voglia di vivere” anche attraverso il cibo. «Basta vedere come si è trasformato negli anni il Mercatino di Natale, all’inizio l’offerta gastronomica era quasi marginale, oggi è più che impattante». Ma le persone, che non rinunciano a pizzerie, ristoranti e bar – cosa stanno tagliando?«Rinunciano al terzo cappotto o all’ennesimo giaccone, alla macchina nuova, al frullatore, al nuovo paio di scarpe ed alla borsetta. “Intanto mi tengo questa che va benissimo ed è pure vintage – pensano – poi si vedrà”».Benetello parla di innegabile trend ma aggiunge che la stagione scorsa per i pubblici esercizi è stata comune caratterizzata dal segno meno davanti.

Effetto Waltherpark Effetto Waltherpark? «Minimale – dice Rizzolli – la puntura di una zanzara». I vertici del centro commerciale, che ha aperto i battenti il 15 ottobre 2025, sciorinano numeri importanti: «Oltre 3 milioni e mezzo di “passaggi” dal giorno dell’inaugurazione ad oggi e puntiamo ad arrivare a più di 8 milioni in un anno». Occorre capire però cosa si intende per “passaggi”, perché il Waltherpark ha una comoda entrata davanti alla stazione che porta fino a via Alto Adige, utilizzata dai più che potrebbero anche non entrare nei negozi. L’attività gastronomica del Mercato centrale va bene, ma tre attività hanno già lasciato. Calati, nel frattempo i prezzi. I vertici del centro sono intanto al lavoro per rendere più attrattiva l’offerta commerciale. Per Rizzolli i timori dell’inizio si sono dissipati. «La curiosità è altissima, – aveva detto lo scorso ottobre – il complesso porterà migliaia di persone in centro, può diventare attrattore anche per noi ma per i primi mesi impatterà sui nostri fatturati. È presto per parlare». Adesso non è più presto e si possono tracciare i primi bilanci. «Le prime due settimane le attività del centro storico hanno registrato un calo complessivo di affari tra il 17 ed il 20% Adesso siamo ben sotto il 10%, direi attorno al 5%. Non c’è stata la desertificazione del centro, nessun dramma solo un leggero fastidio anche se per capire bene – chiude l’Unione – occorrerà aspettare un anno».




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