Stipendi, cambio culturale per superare la disparità di trattamento tra uomini e donne

In materia di equità salariale, a tre mesi dal termine utile per recepire la Direttiva Ue sulla trasparenza retributiva, citando Peter Drucker viene da dire: ‘Culture eats gender pay gap for breakfast’. In base a uno studio condotto dalla piattaforma per la gestione del welfare aziendale Coverflex che ha coinvolto un campione oltre 300 adulti – di cui il 70% di genere femminile – solo una rivoluzione culturale è in grado, infatti, di superare davvero la disparità di trattamento esistente tra uomini e donne. In particolare, a fronte di un 57,2% di lavoratrici che lamenta la totale assenza di trasparenza salariale nella propria azienda, il 42,9% afferma – cosa ben più grave – di non avere alcuna idea di come vengano definiti i compensi. Sempre il 57,2% ritiene, inoltre, di aver subito una disparità salariale legata al genere nel corso della carriera mentre il 57,1% dichiara di sentirsi ‘poco’ o ‘per niente’ preparata ad affrontare una discussione economica con il proprio datore di lavoro. Il 99% dei lavoratori intervistati, invece, si ritiene perfettamente in grado di negoziare stipendi e ‘frange benefit’.
Il 71,4% delle lavoratrici è altresì convinto occorra comunicare linee guida oggettive in materia di valutazione del proprio operato e di promozione mentre il 57,1% richiede espressamente la massima trasparenza sulle fasce retributive interne per ogni posizione. “I risultati di questa ricerca confermano che la disparità di genere si supera solo con un adeguamento culturale – commenta Chiara Bassi, vicepresidente global public affair di Coverflex – Il fatto che quasi il 60% delle intervistate si senta impreparato alla negoziazione indica che le aziende hanno la responsabilità di fornire strumenti e parametri oggettivi per livellare il campo di gioco”. Riducendo le zone d’ombra.
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