Cultura

Stephen King: come i libri del maestro del brivido hanno cambiato la narrazione horror

Quando parliamo di cinema horror, uno dei primi nomi che viene in mente è sicuramente quello di Stephen King. Nonostante il cinema non sia il suo mestiere, pochi altri come lui sono riusciti a raccontare storie dall’estremo impatto visivo e dalla trama a dir poco convincente, fino a diventare una vera icona per gli appassionati del genere. I suoi libri, in una produzione estremamente prolifica e che continua tutt’oggi, hanno ispirato alcuni dei titoli horror (e non solo) più importanti e influenti della storia del cinema. Non ultimo It, di recente tornato ancora una volta alla ribalta grazie alla nuova serie Welcome to Derry. Anche se, è il caso di dirlo, il successo di Pennywise non è mai davvero finito. Dunque, cosa hanno i personaggi, le storie e le ambientazioni di Stephen King di così incredibilmente spaventoso?

Stephen King: il genio letterario che ha ridefinito l’horror cinematografico

Stephen Edwin King nasce il 21 settembre 1947 a Portland, nel Maine, da Donald e Nellie Ruth Pillsbury King. Inizia a scrivere storie già da bambino, ispirato dalla fantascienza e dall’horror che leggeva nelle neonate riviste pulp e nei libri di autori come H.P. Lovecraft e Richard Matheson. Il suo primo romanzo pubblicato è “Carrie”, nel 1974, che diventa un bestseller e la base per il celeberrimo film di Brian De Palma uscito due anni più tardi. Da subito il successo è clamoroso: la capacità di King di descrivere l’inquietudine nella familiarità è qualcosa che, ancora oggi, è rara anche negli horror con più incasso al botteghino. La minaccia che si insinua sotto la pelle di un personaggio che hai imparato, pagina dopo pagina – o frame dopo frame, nei numerosissimi adattamenti cinematografici dei romanzi di King – a conoscere e, perché no, ad amare. Chiamalo “diavolo”, chiamalo “male”: a ciascuno il suo incubo.

King scrive oltre 60 romanzi e più di 200 racconti. Vince numerosi premi letterari, tra cui il National Medal of Arts e il Grand Master Award della Mystery Writers of America. Gli adattamenti non si contano più: dal controverso “Shining”, di Stanley Kubrick, passando per “Cujo” di Lewis Teague e poi “La zona morta”, “IT – Il pagliaccio”, “Stand by me”, “Christine, la macchina infernale”, “Misery non deve morire”, “Pet cemetery”, “Doctor Sleep” e i più recenti “Mr. Harrigan’s Phone”, “The Longwalk” e “The Running Man”. Dove c’è una sceneggiatura tratta da un libro di Stephen King, una cosa è certa: sarà difficile dimenticare il film.

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La scrittura di King, influenzata dalla tradizione gothic e dark, tradisce la sua natura di grande osservatore degli ambienti che lo circondano, della società, con le sue contraddizioni e, soprattutto, le sue paure più profonde. Questa lucidità gli ha permesso di creare personaggi estremamente multidimensionali, ordinari e allo stesso tempo in preda ad incredibili drammi personali, in un limbo costante tra realtà e finzione. Per chi lo ha saputo sfruttare nel modo giusto, un approccio simile alle storie, non può che essere terreno fertile per opere cinematografiche di grande spessore.

Molto si deve a King di come, oggi, si costruisce un bel film horror che piace a tutti: non è un caso, di fatti, che l’universo di “IT – Il Pagliaccio” passi di generazione in generazione con nuovi adattamenti e nuove orde di giovanissimi pronti a saltare sulla poltroncina del cinema alla vista di Pennywise, il terribile pagliaccio cacciatore di bambini. Pennywise è forse il personaggio più emblematico per capire quanto il cinema horror moderno debba a King: il male per eccellenza, che prende la forma di una creatura ambigua e doppia, dall’identità celata e dalle origini incerte, il cacciatore di bambini, il Diavolo, l’Uomo Nero che si nasconde nelle fogne – e nell’inconscio – di una cittadina qualunque e viola la sacralità per eccellenza della famiglia “normale”.

Non a caso, “Welcome to Derry”, la serie tv spin off del film di Andy Muschietti con il super Bill Skarsgård nel ruolo di Pennywise, sta macinando un successo davvero notevole. La seconda e la terza stagione, a pochissimo tempo dall’uscita della prima, sono già state praticamente decise.


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