Stefanaconi, chiesta la conferma della pena per il parroco e l’ex maresciallo
Confermare la sentenza di condanna emessa in primo grado, questa la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Catanzaro per l’ex maresciallo dei carabinieri Sebastiano Cannizzaro, già comandante della stazione di Stefanaconi, e per Salvatore Santaguida, ex parroco del paese vibonese. Il 14 febbraio 2023 il tribunale di Vibo Valentia aveva condannato Cannizzaro a 13 anni e 7 mesi di reclusione e Santaguida a 6 anni di reclusione.
Le dichiarazioni spontanee di Sebastiano Cannizzaro
In apertura di udienza Cannizzaro (difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Pasquale Patané) ha chiesto e ottenuto di poter prendere la parola in aula per ribadire la propria innocenza rispetto ai fatti che gli vengono contestati. In particolare ha sostenuto di aver lui stesso trasmesso le denunce chiedendo di installare un gps sulla macchina di uno degli indagati. Ha inoltre evidenziato le presunte contraddizioni nel racconto della collaboratrice di giustizia Loredana Patania.
Il contesto dell’inchiesta “Romanzo Criminale”
Il processo rappresenta un filone del procedimento penale denominato “Romanzo Criminale” che nel 2014 aveva portato all’arresto di diversi esponenti del clan Patania di Stefanaconi a seguito della sanguinosa faida tra la consorteria e quella dei piscopisani che, a cavallo tra il 2011 e il 2012, aveva provocato diverse vittime.
Le accuse e le assoluzioni parziali di primo grado
Concorso esterno in associazione mafiosa l’accusa contestata a entrambi, mentre l’ex sottufficiale rispondeva anche di omissione e abuso d’ufficio. In primo grado il Tribunale di Vibo ha assolto «perché il fatto non sussiste» i due imputati dal capo di imputazione relativo alle rivelazioni di atti coperti dal segreto istruttorio e riqualificato il capo di imputazione relativo ad alcune intercettazioni illecite nei riguardi di Cannizzaro.
Il ruolo ipotizzato per l’ex parroco e il maresciallo
Secondo quanto sostenuto dall’accusa don Salvatore Santaguida (nei cui confronti per ben due volte non venne accolta la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Dda) e l’ex maresciallo avrebbero, con ruoli differenti, operato in maniera tale da favorire esponenti dei Patania di Stefanaconi. In particolare l’ex comandante – sempre secondo l’accusa – avrebbe fornito ai Patania notizie coperte dal segreto istruttorio, apprendendole nella sua qualità di comandante della Stazione dei carabinieri e veicolandole, poi anche tramite il parroco Santaguida agli interessati. Capo di imputazione dal quale però i due imputati sono stati assolti in primo grado. E ancora Cannizzaro, per l’accusa, avrebbe omesso di comunicare dell’attività tecnica in corso e di denunce di reato sporte nei confronti di esponenti del clan Patania.
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