Stazione e Autostazione: la vergogna di Arezzo che tutti fingono di non vedere :: Segnalazione a Arezzo

Arezzo è splendida, non c’è dubbio. Ma basta uscire dal centro storico e fare cinquanta passi verso la stazione per ritrovarsi in un’altra città, una città che nessuno vuole raccontare. Eppure è lì, sotto gli occhi di tutti: la zona di stazione e autostazione, quella che dovrebbe essere la “porta di ingresso” della città, è diventata una terra di nessuno. E fingere che non sia così ormai è impossibile. Parliamo di mercatini natalizi, parliamo di attrattività turistica, parliamo di mobilità… ma nessuno ha il coraggio di affrontare la domanda più semplice del mondo: voi vi sentite al sicuro in quell’area? Sì o no? La verità è che dopo le 20:00 la situazione precipita. In altre città chiuderebbe un occhio sapendo che almeno ci sono pattuglie, vigilanza, controlli, qualcuno che passa, che osserva, che garantisce un minimo di ordine. Ad Arezzo no. Ad Arezzo dopo una certa ora scatta una trasformazione che tutti conoscono: è come se un interruttore spegnesse la civiltà e accendesse il caos. La stazione diventa un bivacco permanente. L’autostazione un teatro di litigi, urla e scene che nessun pendolare vorrebbe mai vedere mentre aspetta un autobus. Chiunque frequenti quella zona lo dice chiaramente: la paura di essere derubati non è una sensazione, è una compagnia fissa. E se sei una donna, il livello di preoccupazione raddoppia, perché ritrovarsi da sola in mezzo a gruppi rumorosi o aggressivi non è esattamente la definizione di “mobilità sicura”. Il paradosso? Gli utenti di AT Bus pagano abbonamenti che non sono affatto economici, e in cambio cosa trovano? Un ambiente che ricorda più un set cinematografico del Bronx che una città toscana. Gente che ti sputa accanto, persone che ti si avvicinano in modo molesto, figure che stazionano a tempo indeterminato creando tensione continua. E mentre tutto questo accade, l’assenza di un controllo reale è quasi imbarazzante. Il degrado è talmente evidente che ormai perfino i topi sono diventati parte della scenografia quotidiana. E qualcuno scherza: “Sono gli unici che non ti importunano”. Scherza… ma neanche troppo. E qui arriva il nodo: si continua a parlare, parlare, parlare. Si fanno promesse, si citano progetti, si raccontano visioni. Ma la domanda che sorge spontanea è semplice: quando diventerà di nuovo possibile prendere un autobus alle 8 di sera senza sentirsi in pericolo? È legittimo chiedere che la stazione e l’autostazione tornino a essere luoghi normali, frequentabili, decorosi, sicuri. Non chiese impossibili: solo pulizia, controllo, presenza reale, rispetto per le persone che ogni giorno, spesso senza alternative, devono usare i mezzi pubblici. Arezzo è molto più bella della sua stazione. E sarebbe anche ora che quell’area smettesse di essere un problema e tornasse a essere un accesso dignitoso alla città, non un confine abbandonato dove i cittadini cercano solo di passare il più velocemente possibile.
Source link




