Friuli Venezia Giulia

stangata da quasi 500 milioni in Fvg


Il conflitto in Medio Oriente torna a scuotere i mercati energetici, proiettando un’ombra pesante sul 2026 di famiglie e imprese italiane. Secondo le ultime stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’instabilità geopolitica rischia di tradursi in un esborso aggiuntivo di 15,2 miliardi di euro a livello nazionale, con il Friuli Venezia Giulia chiamato a pagare una quota rilevante di questo “conto” globale.

Il quadro nazionale: un impatto da 15 miliardi

La situazione italiana appare critica: dei 15,2 miliardi di rincari stimati per il 2026, ben 10,2 miliardi riguarderanno la bolletta elettrica, mentre i restanti 5 miliardi saranno imputabili al gas. La ripartizione dei costi vede le imprese in prima linea, con un aggravio di 9,8 miliardi, seguite dalle famiglie che dovranno sborsare 5,4 miliardi in più rispetto al 2025. A un solo mese dall’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente, i mercati hanno reagito con violenza: il prezzo del gas è salito di 26 euro per MWh (più 81 per cento), mentre l’elettricità è cresciuta di 41 euro per MWh (più 38 per cento). Sebbene i livelli restino lontani dai picchi drammatici del 2022 (quando il gas toccò i 123,5 euro/MWh), le quotazioni attuali — rispettivamente a circa 58 e 148 euro/MWh — rappresentano comunque un raddoppio rispetto ai minimi degli ultimi anni, mettendo a rischio la tenuta del sistema Paese.

La mappa dei rincari: il Friuli Venezia Giulia e le altre regioni

Le regioni più colpite sono, inevitabilmente, quelle a maggiore densità abitativa e produttiva. La Lombardia guida la classifica con un aumento di 3,4 miliardi, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna (1,7 miliardi ciascuna). In questo contesto, il Friuli Venezia Giulia si prepara a una stangata da 486 milioni di euro. Le imprese regionali sosterranno la quota maggiore, circa 360 milioni di euro, con punte di sofferenza nei distretti manifatturieri di Udine e Pordenone Le famiglie vedranno i costi lievitare di 126 milioni, portando la spesa domestica totale a superare il miliardo di euro (1,07 miliardi).

Appello a interventi straordinari

La Cgia di Mestre avverte: come già accaduto nel 2022, è necessario un intervento coordinato dell’Unione Europea. Le richieste sono chiare: la sospensione temporanea delle regole fiscali del Patto di Stabilità per permettere agli Stati di mitigare l’impatto dei prezzi e il disaccoppiamento definitivo tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica, per evitare che la volatilità del primo trascini inutilmente il secondo. Sul fronte interno, lo sguardo è rivolto al prossimo “decreto bollette”. I 3 miliardi di euro finora stanziati dal Governo italiano appaiono, alla luce di questi dati, del tutto insufficienti. Senza un rafforzamento delle risorse, il rischio concreto è che lo shock energetico si trasformi in una crisi sociale profonda, riducendo drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie e paralizzando gli investimenti delle imprese del territorio.


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