Stadio di Cagliari, dalla rabbia di Giulini al dossier Farris: cosa sta accadendo – Cagliaripad.it
La partita sul nuovo stadio di Cagliari resta più che mai aperta, tra rassicurazioni istituzionali e forti tensioni con il club rossoblù. Una settimana ad alta intensità politica e tecnica, in attesa della visita del delegato Uefa Michele Uva prevista per il primo aprile, nell’ambito del percorso verso Euro 2032.
Il nodo del Piano economico finanziario
Al centro del confronto resta il Piano economico finanziario (Pef), depositato dal Cagliari Calcio il 18 dicembre 2025 e ancora non discusso formalmente in Consiglio comunale. L’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta ha difeso l’operato dell’amministrazione, spiegando che il ritardo è legato alla necessità di un’analisi approfondita.
“Il Pef è stato esaminato non appena presentato con un’analisi severa. Sono decorsi tre mesi, un tempo necessario a presentare un piano in aula che fosse già analizzato e emendato con la società proponente. Questo per allontanare una visione di sottrazione dell’analisi al Consiglio. Non c’è stata nessuna carenza di trasparenza“.
Tra i punti più delicati, il diritto di superficie e la questione delle garanzie finanziarie: “Il diritto di superficie lo valuterà l’Aula. Io non avrei preclusioni, sul piano di bancabilità la titolarità del bene avrà una valenza. Con la sola concessione d’uso l’assetto proprietario è diverso. Il tema è l’ipoteca. L’ipoteca in questo caso non prevederebbe un’espropriazione, ma una decadenza della convenzione e un subentro del soggetto finanziatore nello strumento concessorio. Nelle conseguenze di un default della società, l’ipoteca sarebbe pesata come un macigno. L’ultimo testo che ci è stato presentato questa mattina prevede un’eliminazione a qualsiasi riferimento su un’ipoteca“.
Canone, nervo scoperto
Altro nodo riguarda la gestione dei parcheggi, inizialmente prevista nel Pef con un valore stimato di circa 1,5 milioni annui. “Nel Pef questo elemento aveva una valenza importante, un milione e mezzo annui, e non poteva trovarci d’accordo. Sia da un punto di vista normativo, che da un punto di vista pratico è stata contestata dagli uffici tecnici con chiarezza. Al Cagliari Calcio è stato confermato che sarà necessario una revisione del Pef e sulla nuova versione questa gestione privata dei parcheggi non ci sarà più”.
Resta però il tema più controverso: il canone di concessione. “Il canone proposto di 50mila euro colpisce per la sue esiguità, pur comprendendo che la sostenibilità del Pef passa anche per l’ammontare del canone. Su questo l’interlocuzione è aperta. Abbiamo già evidenziato a nostro giudizio l’insufficienza del canone e la posizione della società proponente è abbastanza chiara sul punto. Oggi sul tappeto il problema del canone esiste”.
La reazione del club e le critiche politiche
Le parole dell’assessore hanno provocato una dura reazione del presidente Tommaso Giulini, che avrebbe chiesto massima rigidità nella trattativa, soprattutto sul canone, considerato l’ultimo ostacolo prima della realizzazione dell’impianto.
A complicare ulteriormente il quadro sono le osservazioni del consigliere comunale Giuseppe Farris, che mette in discussione la natura dell’investimento: secondo la sua analisi, la componente pubblica sarebbe predominante rispetto a quella privata.
Tra i punti sollevati: i 50 milioni della Regione, i 10 del Comune e un project bond da 30 milioni attraverso Sfirs. Inoltre, secondo Farris, il canone dovrebbe essere parametrato ai ricavi: circa il 5% equivarrebbe a 785mila euro annui, ben lontani dai 50mila proposti.
Il consigliere evidenzia anche possibili criticità legate agli aiuti di Stato: “I 60 milioni di contributi rappresentano degli aiuti di Stato: necessitano di una notifica alla Commissione europea, cosa che a oggi non è stata fatta. Ci stiamo esponendo a tutta una serie di rischi“.
Attesa per il prossimo passaggio in Aula
Le osservazioni saranno formalizzate in un documento che verrà depositato in Consiglio comunale in vista del prossimo dibattito. Nel frattempo, la trattativa tra Comune e club resta aperta, tra esigenze di sostenibilità economica e tutela dell’interesse pubblico. Il rischio immediato, intanto, è che davanti a una situazione così intricata Uefa e Figc frenino sulla candidatura a Euro 2032, con gli stadi che saranno scelti entro ottobre. Mentre l’altro rischio, nel lungo periodo, è il progetto stesso dello stadio a Cagliari.
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