Sicilia

Spunta un paziente con ferite da deflagrazione: c’entra con il rogo al bar del lungomare?

Cosa è accaduto all’interno del bar Cioccolato Cafè del lungomare nella notte tra lunedì e martedì. E soprattutto c’era qualcun altro con Alessandro Leone, il titolare rimasto ustionato e intossicato durante l’incendio che ha distrutto il locale e danneggiato la palazzina di viale Ruggero di Lauria? Entrambi gli interrogativi sono d’obbligo. Secondo quanto appreso da La Sicilia, infatti, la notte del rogo un altro uomo si è presentato autonomamente al Pronto Soccorso dell’ospedale San Marco di Librino (dove è ancora ricoverato) con alcune ferite compatibili con una deflagrazione: una semplice coincidenza o i due ferimenti sono collegati al rogo doloso?

Le indagini della Mobile

Le indagini della Squadra Mobile si concentrano sull’acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della banca in prossimità del civico 131, della farmacia e dell’hotel. In attesa della versione che Alessandro Leone – ancora in Rianimazione al Cannizzaro, in condizioni gravi ma stazionarie – possa ricostruire l’accaduto, fornendo la sua versione, le immagini delle telecamere potrebbero dare un contributo fondamentale per ricostruire chi la notte dell’incendio è entrato nel bar, chiuso da mesi per lavori di ristrutturazione. Sulla matrice dolosa dell’incendio non c’è alcun dubbio, ma gli investigatori sono alla ricerca di nuovi indizi.

Cosa sappiamo del bar

La bottega del lungomare non è di proprietà, ma in affitto. E la società “Dolci Tentazioni” a cui fa capo il bar – amministrata da un parente diretto di Leone – è dal 2021 in liquidazione. Alessandro per i lavori di ristrutturazione aveva bisogno di soldi? La polizia tiene aperte tutte le ipotesi, senza al momento privilegiare alcuna pista. Nel frattempo, tutti i condomini sono rientrati nei loro appartamenti, tranne i proprietari dell’abitazione al primo piano che ha avuto alcuni danni strutturali da verificare.




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