Marche

spunta il nodo dei recuperi

ANCONA – È un calvario che sembra non avere fine quello degli studenti iscritti al “semestre filtro” di Medicina e di tutti coloro, tra docenti e presidi di Facoltà, che con questo nuovo sistema si sono trovati a fare i conti. Sono 389 gli studenti che siederanno di sicuro sui banchi dell’Università Politecnica delle Marche: 364, come stabilito, per Medicina e 25 per Odontoiatria. «Per la maggior parte sono ragazzi che hanno frequentato qui ad Ancona le lezioni dei primi mesi, solo in 40 arrivano da fuori».

Gli esami

Di questi, 180 possono già procedere all’immatricolazione definitiva, avendo superato tutti e tre gli esami previsti. I restanti 209 dovranno colmare uno o due debiti formativi entro febbraio. Per correre ai ripari, dopo i disastrosi risultati dei primi esami, il ministero aveva infatti stabilito che si sarebbe potuto iscrivere ai corsi anche chi non aveva ottenuto subito tre sufficienze. Questa soluzione, tuttavia, ha generato ulteriore incertezza e messo gli atenei davanti a una situazione inedita.

«In questi giorni abbiamo avuto riunioni su riunioni per cercare di venire a capo della questione, ma è ancora tutto molto fumoso, siamo preoccupati», è l’allarme di Silvestrini. Il tema è questo: il recupero ora è affidato alle singole università, ognuna dovrà elaborare dei test da sottoporre a chi ha il debito e poi valutare se per questi studenti sia il caso di proseguire o meno. «Non ci sono linee guida nazionali o test prestabiliti, è tutto sulle nostre spalle». Chi non supererà gli esami, infatti, non potrà immatricolarsi e alcuni posti potrebbero rimanere scoperti. «Non è assolutamente auspicabile lasciare dei banchi vuoti. Vorrebbe dire formare meno professionisti, con un impatto diretto sulla tenuta del nostro fragile sistema sanitario». A quel punto potrebbero attivarsi gli scorrimenti della più ampia graduatoria nazionale ma, come spiega il preside, «non c’è ancora nulla di certo».

Anche per gli studenti non è periodo facile. Fino a fine febbraio molti di loro non conosceranno il loro destino e rimarranno in bilico, senza sapere se rimarranno al loro posto, sui banchi di Torrette, o meno.

L’università ha previsto due appelli di recupero: il primo tra il 10 e il 14 febbraio e il secondo tra il 20 e il 25. Anche le date dei test sono diverse in tutta Italia e decise da ogni ateneo singolarmente. Gli aspiranti medici avranno dunque un mese di tempo per dare il tutto per tutto e sperare di entrare.

Anche a livello nazionale, la situazione rimane critica. I posti totali messi a disposizione dalle università statali sono 17.278, mentre gli “idonei” (cioè coloro che hanno superato almeno un esame) sono 22.688. Tra questi, dunque, circa cinquemila dovranno scegliere un corso affine. «C’è poi il nodo dei ricorsi – chiosa Silvestrini, preoccupato – Noi, qui ad Ancona, abbiamo già ricevuto diverse richieste di accesso agli atti».




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