Spoleto dice addio al «Maestro del colore»: è morto il pittore Sergio Bizzarri

Spoleto dice addio al «Maestro del colore». Sergio Bizzarri, pittore spoletino, è morto sabato nella città del Due Mondi a pochi mesi dal suo 95esimo compleanno. Nato il 4 giugno 1931, Bizzarri è stato una figura centrale della vita artistica e culturale della città umbra, con una carriera che ha attraversato oltre settant’anni di pittura esposta in Italia e all’estero. In una nota il Comune di Spoleto ha espresso il suo cordoglio, sottolineando che «la città perde non solo un grande artista, ma anche un prezioso testimone della propria identità culturale, profondamente legato al territorio e alla sua storia».
Chi era Bizzarri ha iniziato la sua carriera artistica da autodidatta negli anni Cinquanta, dopo un’adolescenza segnata dalla guerra e dalla perdita del padre. Già a tredici anni lavorava come apprendista litografo presso la storica tipografia Panetto e Petrelli e a diciotto faceva parte dell’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale. La sua passione per la pittura lo ha portato a dedicarsi esclusivamente all’arte, sviluppando un linguaggio originale e distintivo che gli ha valso il soprannome di «Maestro del colore».
Il Due Mondi Legato al Festival dei Due Mondi fin dalle prime edizioni, Bizzarri fu tra i promotori delle cosiddette «Boutique dell’Arte», gallerie improvvisate nel centro storico che trasformarono Spoleto in un museo a cielo aperto. Il fondatore del Festival, Giancarlo Menotti, apprezzò particolarmente la sua opera Il peccato (1962), e l’artista divenne un ponte tra la scena internazionale e l’identità culturale locale.
Le fasi Nel corso della sua lunga carriera Bizzarri ha attraversato diverse fasi: l’informale degli anni Cinquanta e Sessanta, con contrasti materici e combustioni nere; il figurativo e i temi sociali, che esplorano volti, clown e maternità; il periodo di Montebibico (1970-1984), dedicato alla natura e ai paesaggi umbri; e infine la serie dei «Sassi dell’Adriatico», realizzata negli ultimi anni, che trasforma forme naturali in metafore cromatiche. Tra i riconoscimenti ricevuti, Bizzarri fu nominato Cavaliere della Repubblica nel 1977 e donò nel 2011 trentanove opere alla città di Norcia, oggi esposte in una sezione museale a lui dedicata. Espose inoltre a Parigi, Mosca, San Pietroburgo, Malta, Ottawa e nei Paesi Bassi, consolidando la sua fama internazionale.
Studio museo Negli ultimi giorni il maestro aveva espresso il desiderio di trasformare il suo studio in piazza del Comune in un museo permanente, continuando a testimoniare l’amore per la sua città e per l’arte fino alla fine. Come sottolineava il critico Dario Micacchi, «Sergio Bizzarri ha la freschezza del fanciullino e la sicurezza del maestro. La sua pittura è un alito su vetro, polvere di colore lasciata da un’ala di farfalla».
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