Umbria

Spoleto, archiviato il caso delle “case popolari della vergogna”: consegnati 8 alloggi


di Chiara Fabrizi

Spoleto archivia il caso delle “case popolari della vergogna” di via dei Filosofi. Sì, perché venerdì mattina sono state consegnate le chiavi di sette degli otto appartamenti realizzati nel 2014 ma mai abitati, mentre l’ultimo contratto verrà sottoscritto a breve. Si chiude, dunque, quella che può essere considerata una delle pagine peggiori dell’edilizia residenziale pubblica del territorio.

Ora nell’arco di un mese circa, ossia il tempo necessario a eseguire gli allacci alle forniture e i traslochi, gli appartamenti a ridosso del Tessino saranno abitati da famiglie che erano in attesa da tempo dell’assegnazione di un alloggio. Resta, però, da chiarire la destinazione degli spazi al piano terra: tra le varie vicissitudini di via dei Filosofi, infatti, c’è anche il flop del progetto “casa e bottega”, in base al quale gli assegnatari delle case popolari avrebbero dovuto anche aprire un’attività artigianale. Nessuna casa è stata consegnata con questa modalità e alla fine le chiavi degli alloggi sono stati messi nelle mani degli aventi diritto in base allo scorrimento della graduatoria comunale dell’ultimo bando per le case popolari

Il caso delle “case popolari della vergogna” di via dei Filosofi, realizzate dal Comune di Spoleto nell’ambito del progetto “Dalla periferia alla città”, è iniziato con un’infiltrazione alle coperture dello stabile emersa alla fine dei lavori. Nel frattempo, col cantiere portato a termine e le case non assegnabili, nell’area della palazzina di via dei Filosofi si sono consumati una serie di atti vandalici, che hanno danneggiato lo stabile sia esternamente che internamente.

Da qui l’intervento supplementare di 856 mila euro finanziato da Ater per procedere con la manutenzione straordinaria e il miglioramento energetico dell’edificio. In particolare, sono state «sistemate e coibentate le coperture, gli intonaci, installate le scossaline a protezione degli elementi edilizi in muratura e riparate le pavimentazioni delle terrazze condominiali, oltre al tinteggio integrale delle facciate».

Nelle singole abitazioni sono state installate «pergole in alluminio con lamelle orientabili sulle terrazze, in modo da attenuare l’effetto dell’irraggiamento solare e migliorare il benessere termoigrometrico interno» e sono stati effettuati «piccoli interventi localizzati per la pulitura e riparazione delle terrazze pertinenziali», mentre all’esterno del complesso «è stata realizzata una recinzione per garantire la sicurezza dei residenti, sono stati ripristinati e valorizzati due tratti di muro della recinzione del mattatoio ed è stata creata una connessione del percorso pedonale interno con il percorso pubblico, lungo il Tessino».

L’intero intervento è stato progettato da Ater Umbria, in collaborazione con l’architetto Maria Carmela Del Frate, così come affidamento dei lavori e relativa direzioni sono state seguite dall’Ater, ora guidata dal presidente Federico Santi, presente alla consegna delle chiavi insieme all’assessore regionale Fabio Barcaioli, al sindaco Andrea Sisti, al consigliere regionale Stefano Lisci, all’assessora comunale Luigina Renzi e al presidente del consiglio comunale Marco Trippetti.

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