Spiaggia Torre Mozza: «Soldi pubblici per darla in concessione ai privati»

FOLLONICA – «La spiaggia di Torre Mozza sarà ceduta ai privati attraverso nuove concessioni balneari».
A denunciarlo è Avs – Sinistra Italiana Piombino, che torna a segnalare quanto sta accadendo sul tratto di costa di Torre Mozza, lato Follonica.
«Siamo di fronte a una scelta politica grave e inaccettabile – affermano -: una spiaggia che oggi non esiste, che verrà interamente ricostruita grazie a 5 milioni di euro di fondi pubblici della Regione Toscana, viene ceduta ai privati attraverso nuove concessioni balneari. Il Comune di Piombino ha scelto di metterla immediatamente a gara, suddividendola in tre lotti da 80 metri per la realizzazione di altrettanti stabilimenti balneari privati. La logica è semplice quanto inaccettabile: la collettività paga, i privati incassano».
«È un principio che respingiamo con nettezza: se paga la collettività, il bene deve restare pubblico, libero e accessibile a tutti. Trasformare un intervento finanziato con soldi pubblici in una nuova rendita privata è una scelta sbagliata, che aumenta le disuguaglianze e sottrae spazio comune alla cittadinanza. Ma non è solo una questione politica: è anche una questione di trasparenza e correttezza amministrativa».
«Le anomalie della gara sono evidenti. I tre bandi, infatti, sono identici per requisiti e criteri di punteggio: è del tutto prevedibile che chi vincerà il primo lotto vincerà anche gli altri due, determinando una concentrazione delle concessioni nelle mani di un unico soggetto, in contrasto con i principi di concorrenza e pluralismo. E ancora: si mette a gara una spiaggia che ad oggi non esiste. In assenza di un arenile definito, risulta estremamente difficile per chiunque costruire un’offerta credibile e un piano economico dettagliato. Questa condizione crea un evidente squilibrio competitivo, favorendo chi già opera nell’area retrostante e dispone di strutture e servizi pronti».
«Il risultato è una procedura che appare tutt’altro che neutrale e che rischia di essere percepita come costruita su misura. A tutto questo si aggiunge un elemento politico dirimente: l’ordine delle priorità. Mentre il Comune si affretta a mettere a gara una spiaggia ancora inesistente, resta irrisolta la questione ben più urgente e strutturale delle concessioni demaniali esistenti, molte delle quali oggetto di proroghe già giudicate illegittime».
«La recente sentenza della Corte di Cassazione penale n. 3657/2026 ha ribadito con chiarezza che le proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni sono incompatibili con il diritto europeo e con i principi di concorrenza e parità di trattamento. Un orientamento già confermato anche dal Tar Toscana, che nel 2021 aveva annullato gli atti del Comune di Piombino proprio su questo tema. Di fronte a questo quadro, la domanda è inevitabile: perché l’amministrazione non parte dal costruire bandi per la messa a gara delle concessioni esistenti, invece di creare nuove concessioni su una spiaggia pubblica appena finanziata? Per noi la risposta è chiara: si sta scegliendo di creare nuove rendite invece di ristabilire legalità, trasparenza ed equità».
«La nostra posizione è chiara: la spiaggia di Torre Mozza deve restare pubblica e libera, perché le risorse pubbliche devono servire alla collettività, non a generare rendite private. Inoltre, la priorità è mettere ordine nelle concessioni esistenti, non crearne di nuove in condizioni opache. Chiediamo al Comune di fermarsi e ripensare questa scelta, prima che venga compiuto un errore politico e amministrativo che rischia di segnare in modo irreversibile questo tratto di costa».
«Le spiagge sono un bene comune – conclude Sinistra Italiana -. Non possono diventare il privilegio di pochi».




