Soverato, Magna Graecia Film Festival: da Sharon Stone a Can Yaman, ecco i protagonisti della 23ª edizione
Soverato si prepara alla 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival. Sharon Stone, Can Yaman, Roberto Vecchioni e Lino Banfi sono tra i protagonisti della kermesse, in programma dal 25 luglio al 1° agosto.
SOVERATO (CATANZARO) – Il conto alla rovescia è iniziato. Il Magna Graecia Film Festival torna a trasformare la costa ionica calabrese in uno dei palcoscenici cinematografici più prestigiosi del Mediterraneo, portando a Soverato, dal 25 luglio al 1° agosto 2026, un concentrato di stelle del cinema internazionale, grandi protagonisti della cultura italiana e nuovi talenti destinati a segnare il futuro della settima arte.
Giunto alla 23ª edizione, il festival ideato dai fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte continua a distinguersi per una formula che negli anni ha saputo conquistare pubblico, critica e industria cinematografica: dare spazio alle opere prime e seconde, ai registi emergenti e ai nuovi linguaggi del cinema, senza rinunciare alla presenza delle grandi icone internazionali. Una scommessa nata oltre vent’anni fa e diventata oggi uno degli appuntamenti più autorevoli dell’estate culturale italiana.
Magna Graecia Film Festival: la presentazione ufficiale
L’edizione 2026 sarà presentata giovedì 9 luglio, nella Sala Consiliare del Comune di Soverato, alla presenza del direttore artistico Gianvito Casadonte e del sindaco Daniele Vacca. Sarà l’occasione per svelare il programma definitivo, ma le anticipazioni diffuse nelle ultime settimane raccontano già un festival destinato a fare notizia ben oltre i confini regionali.

Sharon Stone, l’icona di Hollywood sbarca a Soverato
È uno dei volti più riconoscibili della storia del cinema internazionale. Sharon Stone sarà tra le grandi protagoniste della 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival, portando a Soverato il fascino, la forza e la straordinaria esperienza di un’attrice che ha attraversato oltre quarant’anni di cinema. La sua presenza rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi della manifestazione: a lei sarà consegnata la Colonna d’Oro, il riconoscimento simbolo del festival dedicato alle personalità che hanno contribuito a scrivere la storia della settima arte.
Sharon Stone muove i primi passi nel mondo dello spettacolo come modella, prima di dedicarsi completamente alla recitazione. Negli anni Ottanta costruisce una solida esperienza tra cinema e televisione, partecipando a produzioni come “Atto di forza” (Total Recall) accanto ad Arnold Schwarzenegger, film che contribuisce a far emergere il suo talento e il suo carisma sul grande schermo.
La consacrazione internazionale arriva nel 1992 con “Basic Instinct”, il thriller erotico diretto da Paul Verhoeven che la trasforma in una star mondiale. Nel ruolo di Catherine Tramell, scrittrice enigmatica e imprevedibile al centro di un intricato caso criminale, Stone costruisce uno dei personaggi femminili più iconici del cinema contemporaneo: una figura ambigua, intelligente e dominante, capace di ribaltare gli stereotipi della donna sullo schermo. La sua interpretazione le vale anche una candidatura ai Golden Globe.
Un’artista poliedrica
Il momento più alto della sua maturità artistica arriva nel 1995 con “Casinò” di Martin Scorsese, dove interpreta Ginger McKenna accanto a Robert De Niro e Joe Pesci. Un ruolo complesso e drammatico, lontano dall’immagine della femme fatale che aveva contribuito a renderla celebre, che le permette di dimostrare pienamente le sue capacità interpretative. Per questa performance conquista il Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico e riceve la candidatura all’Oscar. Nel corso della carriera, l’attrice statunitense ha lavorato con alcuni dei più importanti registi e interpreti del cinema mondiale, alternando ruoli drammatici, thriller, commedie e produzioni indipendenti. Tra i suoi film più significativi figurano anche “Sliver”, “Lo specialista”, “Pronti a morire”, “Bobby”, “Broken Flowers” e “The disaster artist”.
Attrice, produttrice e artista poliedrica, Sharon Stone ha saputo reinventarsi più volte, affrontando anche il passaggio dal cinema alla televisione con nuove sfide interpretative. Per il suo ruolo nella serie “The Practice – Professione avvocati” ha ottenuto un Emmy Award, confermando una versatilità capace di superare i confini del grande schermo.

Al Magna Graecia Film Festival arriva Can Yaman
Il nome che ha immediatamente acceso l’entusiasmo della 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival è Can Yaman, uno degli interpreti più popolari del panorama audiovisivo contemporaneo, capace in pochi anni di trasformarsi da promessa della serialità turca a volto internazionale dello spettacolo. I primi riconoscimenti televisivi arrivano con produzioni come “Gönül İşleri” e “İnadına Aşk”, ma è con “Dolunay” (Bitter Sweet – Ingredienti d’amore) che conquista il pubblico italiano e internazionale nel ruolo di Ferit Aslan, personaggio elegante e complesso che mette in luce il suo carisma scenico.
La consacrazione definitiva è legata a “Erkenci Kuş” (DayDreamer – Le ali del sogno), serie diventata un autentico fenomeno popolare in diversi Paesi. Nei panni di Can Divit, fotografo dal carattere libero e anticonformista, Yaman entra nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori, trasformandosi in uno dei volti più amati della fiction contemporanea. Dopo il successo di “Bay Yanlış” (Mr. Wrong – Lezioni d’amore), l’attore rafforza il legame con gli spettatori italiani grazie a “Viola come il mare”, produzione che segna una nuova fase della sua carriera e conferma la sua capacità di lavorare in contesti internazionali, confrontandosi con lingue, culture e modalità produttive differenti.
Sandokan
La grande sfida artistica del suo percorso è però rappresentata da Sandokan, la produzione televisiva ispirata al celebre personaggio nato dalla penna di Emilio Salgari. Un ruolo dal peso simbolico enorme, considerando la memoria lasciata dalla storica interpretazione di Kabir Bedi nella serie degli anni Settanta, rimasta una delle fiction più amate della televisione italiana. Per Can Yaman vestire i panni della Tigre della Malesia significa confrontarsi con un mito dell’avventura e con un personaggio che da generazioni rappresenta libertà, coraggio e spirito di ribellione.
La preparazione al ruolo ha richiesto un intenso lavoro fisico e interpretativo, con un percorso dedicato alla costruzione di un protagonista capace di parlare al pubblico contemporaneo senza perdere il fascino dell’eroe originale. L’attore riceverà la Colonna d’Oro, entrando così nell’albo dei grandi protagonisti premiati dal MGFF. La sua partecipazione promette di richiamare migliaia di fan da tutta Italia, trasformando Soverato in uno dei principali punti di riferimento dell’estate dello spettacolo.

Roberto Vecchioni: musica, cultura e cinema
Per la prima volta il Magna Graecia Film Festival accoglierà Roberto Vecchioni, una delle colonne portanti della musica e della cultura italiana. Cantautore, scrittore, docente e raffinato narratore dell’animo umano, Vecchioni rappresenta una delle figure più autorevoli della scena artistica nazionale: un uomo capace di trasformare la canzone in letteratura e la musica in uno strumento di conoscenza, riflessione e memoria. Artista inquieto e curioso, Vecchioni non ha mai smesso di esplorare nuovi linguaggi: alla musica ha affiancato la scrittura di romanzi e saggi, continuando a coltivare il rapporto con il pubblico attraverso incontri, lezioni e conversazioni nelle quali la canzone diventa occasione di confronto culturale.
La sua presenza al Magna Graecia Film Festival assume quindi un valore particolare: non sarà soltanto l’incontro con un grande protagonista della musica italiana, ma con un autentico narratore capace di attraversare generazioni diverse. A Soverato riceverà la Colonna d’Oro, prestigioso riconoscimento del festival, e sarà protagonista di una conversazione d’autore con Gianni Canova, occasione per ripercorrere una carriera straordinaria tra musica, cinema, letteratura e impegno civile. Durante la kermesse, presenterà inoltre in anteprima mondiale il documentario a lui dedicato, “Corri, Roberto, corri”, prodotto dalla IULM e diretto da Gianni Canova: un ritratto che racconta non soltanto l’artista, ma l’uomo, il professore, il poeta della canzone italiana.

Lino Banfi, uno dei volti più amati del cinema popolare
C’è un nome che più di altri riesce a evocare immediatamente sorrisi, ricordi e un senso di appartenenza collettiva: Lino Banfi. Autentica icona dello spettacolo italiano, l’attore pugliese rappresenta una delle figure più amate e riconoscibili della nostra cultura popolare, capace di attraversare oltre sessant’anni di carriera mantenendo intatto il legame con il pubblico.
Nato ad Andria nel 1936 con il nome di Pasquale Zagaria, Banfi ha costruito il proprio percorso artistico partendo dal teatro e dalla gavetta, affrontando anni difficili prima di conquistare il grande schermo. La sua storia è quella di un artista che ha saputo trasformare il talento comico e la capacità di osservare la realtà in una forma di racconto autenticamente italiana. Dopo gli esordi nel cabaret e nell’avanspettacolo, arriva il cinema degli anni Settanta, periodo nel quale Banfi diventa uno dei protagonisti della stagione della commedia all’italiana.
Con la sua maschera inconfondibile, l’ironia pungente e quel particolare equilibrio tra comicità e tenerezza, interpreta personaggi rimasti nell’immaginario collettivo, spesso uomini semplici, ingenui, esuberanti e profondamente umani. Uno dei momenti più significativi arriva con “La casa degli angeli”, film nel quale mostra un lato più drammatico della sua arte, ma soprattutto con il personaggio di Nonno Libero nella fortunata serie televisiva Un medico in famiglia, ruolo che lo consacra definitivamente come volto familiare di intere generazioni. Quel personaggio, fatto di saggezza, ironia e affetto, diventa un simbolo dell’Italia televisiva degli anni Duemila. La sua presenza aggiunge un ulteriore tassello a un cartellone che riesce a mettere insieme cinema d’autore, cultura popolare e memoria collettiva.

Carl Brave, la musica incontra il cinema
Tra le novità dell’edizione 2026 anche la presenza di Carl Brave, tra gli artisti più influenti della scena musicale italiana contemporanea. Il cantautore romano ha costruito la propria identità artistica partendo dalla strada, dai quartieri della Capitale e da quell’immaginario quotidiano fatto di incontri, storie, personaggi comuni e dettagli apparentemente insignificanti che nella sua scrittura diventano fotografia di un’intera generazione. Dopo le prime esperienze nella scena hip hop romana, anche attraverso il progetto Carl Brave x Franco126, raggiunge una grande popolarità con l’album “Polaroid” del 2017, lavoro diventato un vero fenomeno generazionale. Un disco capace di raccontare Roma con uno stile nuovo, sospeso tra rap, cantautorato e atmosfere lo-fi, trasformando frammenti di vita quotidiana in piccoli racconti cinematografici.
Proprio questa capacità di “inquadrare” la realtà ha avvicinato il suo linguaggio a quello del cinema: le sue canzoni sembrano spesso brevi sceneggiature, con protagonisti, ambientazioni e immagini precise. Carl Brave osserva la città e la restituisce attraverso una scrittura fatta di malinconia, ironia e grande attenzione ai dettagli. Il cantautore romano riceverà un riconoscimento speciale, confermando la volontà del Magna Graecia Film Festival di raccontare il dialogo sempre più stretto tra musica e cinema.
Il cuore del festival resta il cinema del futuro
Il cuore della manifestazione sarà costituito dai concorsi dedicati alle opere prime e seconde italiane, ai documentari e alle opere prime internazionali, spazio privilegiato per i registi emergenti e per le nuove forme del racconto cinematografico. Le sezioni italiane e documentarie saranno curate dal regista Antonio Capellupo, mentre le opere prime internazionali saranno affidate alla giornalista e produttrice Silvia Bizio, che coordinerà anche le ormai tradizionali conversazioni con gli ospiti stranieri. È proprio questa combinazione tra promozione dei giovani autori e presenza dei grandi protagonisti del cinema mondiale ad aver reso il MGFF un festival unico nel panorama italiano.
Giurie di assoluto prestigio
A valutare le opere in concorso saranno alcune tra le personalità più autorevoli del cinema italiano. La Giuria Internazionale sarà presieduta dall’attrice Caterina Murino, protagonista di una carriera che l’ha portata da Hollywood al cinema europeo. Con lei siederanno l’attrice Valeria Bilello e il vicedirettore di Rai Fiction Ivan Carlei, chiamati a valutare i migliori esordi provenienti da tutto il mondo.
La giuria delle opere prime e seconde italiane sarà invece guidata dal regista Renato De Maria, autore di film e serie televisive di grande successo. Accanto a lui ci saranno il critico cinematografico Gianni Canova, l’attore e regista Marco D’Amore, reduce da una brillante carriera tra cinema e televisione, e due tra i giovani interpreti più interessanti della nuova generazione italiana: Matteo Oscar Giuggioli e Aurora Giovinazzo.
Per la sezione documentari la presidenza sarà affidata a Francesco Frangipane, vincitore del Magna Graecia Film Festival 2024 con Dall’alto di una fredda torre, che coordinerà anche il lavoro dei ragazzi insieme allo stilista Domenico Vacca, altro ospite della manifestazione.
Fotinì Peluso sarà ambassador del Magna Graecia Film Festival
A rappresentare il volto giovane del Magna Graecia Film Festival sarà invece l’attrice Fotinì Peluso, scelta come Ambassador della 23ª edizione. Una nomina che testimonia ancora una volta la volontà del festival di costruire un ponte tra le nuove generazioni e il grande cinema.
Un festival che cresce insieme alla Calabria
Negli anni il Magna Graecia Film Festival è diventato molto più di una rassegna cinematografica. È un evento capace di generare turismo culturale, attrarre produzioni audiovisive, valorizzare il territorio e raccontare una Calabria diversa, dinamica, internazionale. Ogni estate Soverato diventa un crocevia di artisti, produttori, registi, attori, giornalisti e studenti di cinema, contribuendo a rafforzare l’immagine della regione come luogo di cultura, creatività e innovazione.
Una vetrina internazionale
Il festival è sostenuto dal Ministero della Cultura, da Calabria Straordinaria, brand della Regione Calabria, dall’Assessorato regionale al Turismo, dalla Calabria Film Commission e dal Comune di Soverato. Le prestigiose Colonne d’Oro, simbolo della manifestazione e consegnate agli ospiti d’onore, sono realizzate dal brand GB Spadafora, ulteriore testimonianza del legame tra eccellenze artistiche e imprenditoriali del territorio.
Con un programma capace di unire grandi premi, anteprime, incontri con gli autori, cinema internazionale e valorizzazione dei nuovi talenti, il Magna Graecia Film Festival si prepara a vivere otto giorni di grande spettacolo. Soverato non sarà soltanto una delle località più suggestive dell’estate calabrese, ma un crocevia di storie, visioni e protagonisti: il luogo in cui la memoria dei grandi maestri incontra le nuove traiettorie del cinema del futuro.
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