Basilicata

Sottosegretari, in Calabria via libera alla legge. Ma con un taglio sui costi

Il centrodestra in Calabria tira dritto sull’approvazione della norma che disciplina la reintrodotta figura dei sottosegretari. Fa comunque parziale retromarcia sui costi che passano da quasi 1 milione di euro a circa 400mila

Il Consiglio regionale ha approvato oggi (30 marzo 2026) in serata la proposta di legge che disciplina la figura dei reintrodotti sottosegretari e i loro costi. Lo ha fatto con i voti della maggioranza, mentre l’opposizione – al termine di una vivace discussione – ha lasciato l’aula. Oltre a votarsi la legge, però, il centrodestra ha fatto anche una parziale retromarcia sul testo della proposta, decidendo di ridurre – anche in maniera importante – il costo complessivo annuo dei due sottosegretari, in origine pari a quasi 1 milione di euro. L’emendamento presentato e illustrato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Angelo Brutto porta la spesa a circa 400mila euro. Non si taglia l’indennità prevista per il sottosegretario, che resta di oltre 14mila euro mensili, tra emolumenti e rimborsi. Si incide invece sulle strutture speciali: da quattro membri a testa a uno soltanto –  eventualmente anche interno al personale regionale – con una decurtazione che raggiungerebbe i 600mila euro. Nell’amaro post referendum del centrodestra, una decisione che cerca evidentemente di mitigare l’impopolarità di una norma di per sé poco digeribile, rientrando nei cosiddetti ‘costi della politica’.

PROTESTE ACCESE DELL’OPPOSIZIONE

Certo non basta a smorzare i toni in aula. «È un’operazione di potere, altro che manutenzione normativa. Si usino questi soldi per le borse di studio» tuona Enzo Bruno (Tridico presidente), che ha guidato in queste settimane l’opposizione nella battaglia su questa norma. Bruno aveva anche portato in commissione una serie di emendamenti (poi respinti) che puntavano a dimezzare i costi dei sottosegretari, nel suo caso incidendo soprattutto  sulle indennità. «I sottosegretari sono stati introdotti anche nelle regioni rosse» ribattono Marco Polimeni (Forza Italia) e Orlandino Greco (Lega). «Beh, in Toscana il centrodestra ha alzato le barricate sulla norma. E in ogni caso i costi sono stati contenuti decurtando tutte le altre indennità» rintuzza Ernesto Alecci (Pd), che definisce poi la proposta in discussione «un tradimento verso i calabresi che vi hanno votato».

IL BOTTA E RISPOSTA TRA FALCOMATÀ E ALECCI

«Se dovevate proprio copiare dalla Toscana o dall’Emilia Romagna, avreste fatto meglio a copiare altro, il sistema sanitario, ad esempio» è il commento del dem Giuseppe Falcomatà. L’ex sindaco reggino non rinuncia alle sue citazioni pop – da ‘Aggiungi un posto a tavola’ a ‘Jurassic park’ fino a ‘Una poltrona per due’ di cui la legge sui sottosegretari «diventa il remake» – ma si interroga soprattutto sulla funzione delle nuove figure. «Questa legge non spiega nulla. Dice solo che devono coadiuvare il presidente. Non bastano gli assessori? I dirigenti? Le strutture? Cosa sono, la 104 della politica? Forse possiamo dire che sono dei portaborse che ce l’hanno fatta» incalza Falcomatà. Che prende poi nel mirino Giuseppe Mattiani: «I sottosegretari c’erano già in Calabria e li abolì Scopelliti, oggi della Lega come lui. Questo cos’è, accanimento terapeutico?».

La replica di Mattiani non si fa attendere. «Governare la Calabria non è più semplice che governare l’Emilia. Né Reggio Calabria. Lei aveva 9 assessori e arrivò a nominare più di 30 persone nel suo staff. Cosa dovevano fare 30 persone? – dice Mattiani – C’era chi le portava il caffè e chi le sventolava il ciuffo?».

La minoranza a margine ha poi incontrato i giornalisti, proseguendo la battaglia contro una legge che ha definito «inutile, vergognosa, oltraggiosa».


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