sotto accusa 23 detenuti (alcuni ormai ex)

ANCONA – Maxi giro di telefonini nel carcere di Montacuto: 23 detenuti (alcuni ormai ex) finiscono sotto accusa. L’indagine della Polizia penitenziaria era culminata nell’estate del 2023, con il sequestro di varie sim card e almeno dieci diversi cellulari, utilizzati indebitamente per parlare con l’esterno.
Ieri mattina si è tenuta per gli imputati l’udienza pre-dibattimentale davanti al giudice Paola Moscaroli. Il fascicolo si è diviso in più filoni: per nove è stata disposta la prosecuzione del giudizio, mentre due imputati hanno patteggiato pene fino a otto mesi. Per altri tre detenuti è stato disposto il non luogo a procedere: due sono irreperibili, uno è stato nel frattempo espulso dall’Italia. Altri cinque definiranno la loro posizione il 18 giugno. Si tratta di cittadini italiani (soprattutto campani e siciliani) e stranieri, molti dei quali provenienti dal Nord Africa, dal Pakistan, dall’Albania e dalla Romania. Tra le difese, gli avvocati Caterina Ficiarà, Sonia Pernini, Simone Matraxia ed Elisa Gatto. L’accusa è per tutti una sola: accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione, un reato che prevede pene da uno a quattro anni. I fatti scoperti dagli agenti della Polizia penitenziaria riguardano un lasso di tempo compreso tra l’autunno del 2022 e l’estate del 2023. In questo periodo, i detenuti della stessa sezione si sarebbero scambiati sim e cellulari per poter parlare con l’esterno. Erano stati trovati e sequestrati almeno dieci dispositivi diversi corrispondenti ad altrettanti codice Imei. Non è la prima volta che finisce in aula un caso sui giri di telefonini in carcere. Tra il 2021 e il 2022, erano stati pizzicati 21 detenuti reclusi nella sezione di massima sicurezza di Montacuto. Stando all’impostazione accusatoria, utilizzavano i telefoni per mantenere i contatti con l’esterno: non solo con gli affetti più cari, ma anche presumibilmente con i membri del clan criminale d’appartenenza. Sono tutti finiti a processo.




