Friuli Venezia Giulia

Sostenibilità oltre il profitto: aziende e natura, un futuro rigenerativo e inclusivo

03.02.2026 – 12.30 – In un’epoca segnata da crisi ambientali, disuguaglianze sociali e instabilità economiche, la sostenibilità non può più essere considerata un semplice strumento di marketing o un obbligo normativo. Sta emergendo un nuovo paradigma: le aziende non devono solo “fare meno male”, ma “fare del bene”. Un approccio rigenerativo e inclusivo mette al centro la co-evoluzione tra economia, società e ambiente.

Stiamo quindi andando oltre la sostenibilità tradizionale, verso il passaggio al paradigma rigenerativo. Quali sono le principali differenze? La sostenibilità “classica” punta a ridurre i danni: meno CO₂, meno plastica, meno sprechi. Il modello rigenerativo va oltre: ripristina gli ecosistemi, valorizza le comunità locali, promuove i cicli naturali. L’esempio classico potrebbe essere rappresentato da un’azienda che riforesta e tutela la biodiversità, oltre a compensare le emissioni carboniche, In pratica “Essere sostenibili oggi non significa più solo sopravvivere: significa rigenerare ciò che è stato danneggiato.” – Janine Benyus (autrice americana di scienze naturali).

Le imprese sono dei veri e propri agenti di trasformazione. Il ruolo delle imprese va ripensato: non solo generatrici di profitto, ma anche di valore sociale e ambientale. Le aziende che adottano logiche di economia circolare, modelli B Corp, o strategie ESG avanzate stanno già guidando il cambiamento (come non citare, ad esempio, Patagonia, Natura & Co, Novamont, Ecoalf). Le aziende più innovative stanno quindi adottando un pensiero “long-term” e rigenerativo, che guarda al capitale naturale e umano come asset fondamentali.

Inoltre, diviene centrale il concetto di inclusività ovvero che la sostenibilità è anche giustizia sociale, quindi che la sostenibilità senza inclusione sociale è incompleta e che il futuro rigenerativo include lavoro dignitoso, parità di genere, coinvolgimento delle comunità locali. Infatti, l’Agenda 2030 dell’ONU lega i temi ambientali a quelli sociali. Esempi pratici di questo nuovo approccio posso essere rappresentati da cooperative agricole che reintegrano persone svantaggiate o da aziende che co-progettano soluzioni con le comunità indigene per la gestione delle risorse. Necessario un nuovo mindset aziendale basato su leadership e cultura del cambiamento. Il futuro rigenerativo parte dalla visione e dalla governance. Le imprese devono sviluppare modelli organizzativi aperti, collaborativi, sensibili al territorio. La sostenibilità diventa trasversale, parte della cultura aziendale, non solo CSR.

In conclusione, si va verso un’economia della vita: il futuro non è scritto, ma oggi possiamo scegliere un’economia che distrugge o un’economia che rigenera. Le imprese hanno il potere (e la responsabilità) di essere catalizzatori di un cambiamento positivo. Investire nella natura, nelle persone e nei territori non è solo etico: è l’unica strategia lungimirante. “Non ereditiamo la Terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.” – Proverbio nativo americano.

FEDERICO BARCHERINI
Consulente di management, temporary manager

[f.b.]




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