Sopralluogo della commissione sul rischio idrogeologico, l’ira dei sindaci: “Solo un’azione politica”

Unanime lo sdegno dei sindaci della provincia di Ravenna sul sopralluogo nel territorio della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico in Emilia-Romagna, promossa su iniziativa di Alice Buonguerrieri, deputata di Fratelli d’Italia. Tutti i primi cittadini hanno sottoscritto una lettera che definisce un “grave sgarbo istituzionale” l’iniziativa che si è tenuta fra l’altro durante l’emergenza maltempo con allerta arancione annunciata da ieri.
“Nel profondo rispetto per il ruolo d’indagine e l’autonomia della Commissione, le modalità di preavviso e operative del sopralluogo ne hanno a nostro avviso svilito funzione e postura istituzionale. Almeno su modalità, sedi e soggetti da audire ci aspettavamo condivisione e non autoreferenzialità”. Così i sindaci del Ravennate (e fra loro anche Massimiliano Pederzoli di Brisighella, unico del centrodestra in provincia), che spiegano di essere stati convocati “presso esercenti locali e non in sede istituzionale. Non è dato sapere se l’intenzione fosse quella di una formale audizione o di un mero sopralluogo tecnico posto che non ci risulta essere stata coinvolta la Regione Emilia Romagna a cui compete la gestione della maggior parte dei siti che si è ritenuto visitare”.
“L’invito a partecipare – prosegue la lettera – è stato esteso solo ad un consigliere regionale senza il coinvolgimento degli altri consiglieri pur espressi dai territori alluvionati. Sono stati invitati alcuni soggetti privi di qualsiasi rappresentanza istituzionale, con una pacifica ingerenza con la campagna elettorale in corso. Al contempo gli stessi comitati di alluvionati sono stati convocati in modo arbitrario e senza interpellarne i coordinamenti, pur istituiti, e senza invitare i comitati più rappresentativi né le locali rappresentanze delle frazioni coinvolte. Gli amministratori in ultimo, nonostante l’allerta arancione in vigore durante la giornata, sono stati invitati, in modo scomposto e tardivo a recarsi a Forlì per un incontro in sede prefettizia”.
“Ciò che è accaduto non rappresenta l’esercizio di questa funzione, è al contrario un grave sgarbo istituzionale, che non ci pare orientato né ad approfondire la conoscenza del territorio né ad appurare la verità rispetto ai tragici momenti accaduti nel 2023 e 2024 ma bensì ad una predeterminata azione politica: siamo soliti dare rispetto e pretendere rispetto, almeno fra istituzioni della Repubblica”. Così i sindaci ravennati chiedono che la Commissione chiarisca “le proprie modalità di intervento”.
Pd: “No alla propaganda sulla pelle delle comunità colpite”
Sul tema sono intervenuti il segretario provinciale del Pd Nicola Dalmonte e la deputata dem Ouidad Bakkali. “Riteniamo inaccettabile – ha dichiarato Dalmonte – il metodo con cui è stata gestita la visita della commissione parlamentare. I sindaci che rappresentano le comunità ferite dall’alluvione e che in questi anni hanno affrontato emergenze, ricostruzione e criticità ancora aperte, devono essere convocati in modo istituzionale, con il rispetto dovuto al loro ruolo e alla gravità degli eventi che hanno colpito i nostri territori. E resta del tutto incomprensibile la scelta di costruire questo momento alla presenza dei soli esponenti della destra, escludendo ogni reale confronto istituzionale e pluralista. Ancora una volta, invece, da parte di esponenti di Fratelli d’Italia si sceglie la strada della propaganda e della ricerca delle colpe, anziché quella della collaborazione necessaria per trovare soluzioni. È un atteggiamento sbagliato, soprattutto in una fase in cui cittadini, imprese e amministrazioni locali hanno bisogno di risposte concrete, tempi certi e interventi efficaci”.
“Mentre certa destra – aggiunge Bakkali – continua a inseguire polemiche e passerelle, nei territori si lavora ogni giorno con serietà per affrontare problemi reali. La struttura commissariale, espressione del Governo, è impegnata in un lavoro che deve poter procedere in modo costruttivo, con spirito istituzionale e con il contributo di tutti. Su una ferita ancora aperta come quella dell’alluvione non servono iniziative di parte né incontri costruiti coinvolgendo solo esponenti politici della destra. Servono rispetto per le istituzioni locali, ascolto vero delle comunità colpite e una collaborazione leale tra tutti i livelli istituzionali. Chi ha vissuto sulla propria pelle quei giorni, chi ha perso sicurezza, serenità, case o attività, non ha bisogno di propaganda. Ha bisogno che la politica metta da parte le bandierine e lavori fino in fondo per la sicurezza del territorio”.
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