Molise

Soppressione di 18 sedi di Guardia Medica, Fanelli attacca: “Sanità smantellata e la Giunta pensa al rimpasto” | isNews

La consigliera regionale del PD si schiera al fianco dei sindaci contro il nuovo assetto della continuità assistenziale prevista dal decreto dei commissari


ISERNIA. Si accende il dibattito innescato dai sindaci delle aree interne contro il nuovo assetto della Continuità Assistenziale previsto dal Decreto del Commissario ad acta n.9 del 14 gennaio 2026, che entrerà in vigore dal 1 aprile. Una riduzione che rischia di penalizzare ancora di più chi vive nei centri più piccoli. Al fianco dei sindaci anche la consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli. “Mentre la maggioranza di centrodestra è bloccata da settimane in un indecoroso gioco delle poltrone per il rimpasto di Giunta – attacca – il Molise subisce l’ennesimo colpo sul fronte dei servizi essenziali. Dal 1° aprile, spiega Fanelli, la guardia medica in Molise verrà di fatto smantellata: un decreto della struttura commissariale prevede il passaggio da 44 a sole 16 sedi, con un taglio del 64% dei presìdi. «Una ritirata dello Stato senza precedenti – denuncia – che colpisce soprattutto i piccoli Comuni e le aree interne”.

Per  la consigliera dem, si tratta di una scelta assunta “a tavolino”, che ignora completamente la realtà del territorio molisano. “Si decide – afferma – che chi vive in montagna è un cittadino di serie B, senza tenere conto delle distanze reali, della viabilità spesso precaria e dell’età media elevata della popolazione”.

Fanelli esprime pieno sostegno alla protesta dei sindaci e definisce “inaccettabili” i tagli lineari operati dalla Regione, soprattutto alla luce degli strumenti normativi esistenti. “Esiste la Legge sulla Montagna, che mette a disposizione risorse per incentivare il personale sanitario nei territori disagiati. Perché il governo regionale non ha utilizzato queste opportunità? Perché questa omissione e questa posizione remissiva nei confronti dei Commissari?”.

Nel mirino anche la narrazione della “riorganizzazione” basata sulle Case di Comunità. “Si continua a parlarne sapendo benissimo che mancano medici e infermieri per renderle operative – afferma Fanelli – Si sceglie il silenzio nei confronti dei Ministeri pur di tutelare equilibri di potere locali, invece di pretendere deroghe fondamentali per il Molise”.

“La salute dei cittadini molisani – conclude – non può essere trattata come una variabile economica da far quadrare in un bilancio che da sedici anni non restituisce diritti, non migliora i servizi e non riallinea tasse e tributi a quelli delle regioni confinanti”.

L’appello finale è diretto alla Giunta regionale: “Invece di litigare sui nomi degli assessori, venga in Aula a spiegare come intende garantire la sicurezza dei cittadini, soprattutto nelle ore notturne. La sanità di prossimità è la spina dorsale del Molise: noi non arretreremo di un centimetro. Siamo e saremo al fianco dei sindaci, in sede politica e in ogni altra sede, fino in fondo”


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