Scienza e tecnologia

Sonos su Android: torna finalmente la funzione che aspettavamo da anni

Chi usa Sonos con uno smartphone Android ha dovuto fare a meno, per anni, di una funzione che su altre app di musica diamo per scontata: i controlli multimediali di sistema. Niente gestione della riproduzione dalla tendina delle notifiche, niente comandi rapidi dalla schermata di blocco, niente volume regolato con i tasti fisici in modo davvero integrato.

Ora questa mancanza rientra, e per chi ascolta musica o podcast tramite speaker Sonos è tutta un’altra musica. (Chiedo scusa per il gioco di parole fortemente telecomandato – NdR)

Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?

Ascolta su Spreaker.

Cosa torna a funzionare nell’app Sonos per Android

Con l’ultimo aggiornamento dell’app Sonos per Android, l’azienda ha ripristinato il supporto ai controlli multimediali di sistema. Parliamo del pannello che compare tra le notifiche e nei Quick Settings, oltre ai comandi sulla lockscreen, che la maggior parte delle app audio supporta da tempo.

La riproduzione avviata dall’app Sonos appare ora nel player multimediale di Android, con le informazioni sul contenuto in ascolto e l’indicazione di quali speaker o gruppi di speaker stanno riproducendo l’audio.

È un’integrazione che riporta Sonos in linea con il comportamento delle altre app di streaming.

Un altro aspetto importante riguarda il volume: i tasti fisici del telefono tornano a gestire correttamente il livello audio quando stiamo trasmettendo contenuti verso gli altoparlanti Sonos. La regolazione funziona anche con l’app chiusa, come ci aspetteremmo da qualsiasi app che usa il sistema di riproduzione di Android.

Chi non vede ancora queste novità può verificare la presenza dell’aggiornamento sul Play Store: la distribuzione risulta ormai ampia, quindi ci aspettiamo che raggiunga tutti gli utenti nel giro di poco.

Il ritorno dei controlli di sistema arriva in un momento strategico, perché accompagna il lancio dei nuovi speaker Sonos: il portatile Play e l’Era 100 SL, una variante più economica per l’uso domestico. Un ecosistema hardware aggiornato ha poco senso senza un’app che gestisce bene la riproduzione, e questa mossa va proprio in quella direzione.

Resta il fatto che Sonos abbia impiegato anni per reintrodurre una funzione che il mondo Android considera ormai di base: un promemoria utile su quanto le scelte software possano incidere sull’esperienza quotidiana, anche quando l’hardware è di buon livello (ma del resto questa lezione Sonos dovrebbe averla imparata benissimo, e sembra che il 2026 sarà l’anno del riscatto).


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »