Marche

solo Salvini può fargli cambiare idea

MACERATA «Ma quindi Parcaroli che fa? Si ricandida o no?». Domanda ricorrente, a destra come a sinistra, nei corridoi della politica maceratese che è diventata sempre più insistente nelle ultime ore. Virale. E la risposta che incredibilmente ha preso corpo nelle ultime ore, frutto delle confidenze che il sindaco-imprenditore uscente della Lega ha fatto al suo cerchio più stretto di amici, è che è pronto ad annunciare il suo ritiro dalle scene.

L’annuncio

Parcaroli è sul punto di comunicare il suo passo indietro. Un’intenzione rivelata alle persone che gli sono più vicine e che hanno raccolto negli ultimi giorni tutta la sua amarezza rispetto alla piega che la situazione politica maceratese stava prendendo. Dunque, Parcaroli si prepara ad uscire dall’agone politico. L’unico che potrebbe ancora una volta fargli cambiare idea al fotofinish e rimetterlo in carreggiata è il vicepremier e leader della Lega Salvini.

Quello che Parcaroli ha incontrato a Roma insieme ai vertici del Carroccio delle Marche Lucentini e Latini giusto a fine gennaio. Un incontro da cui il sindaco era uscito radioso, con un bel sorriso e una ritrovata voglia di mettersi in gioco. Era stata un’iniezione di fiducia, ma gli era bastato rimettere piede nella sua Macerata per cambiare umore e, nel giro di qualche giorno, idea. Ci sono un paio di questioni che proprio l’hanno innervosito e particolarmente amareggiato. Questioni che per un politico di razza sono routine ma che per lui, proveniente dal mondo dell’impresa e mai davvero entrato in sintonia con le ritualità della politica, sono state uno scalpo. Un vero affronto.

I nodi

Il primo motivo di amarezza per Parcaroli è il mattatoio.

Una questione per la quale lui ritiene di essersi speso tantissimo, che gli ha tolto sonno ed energie e su cui invece l’opposizione picchia duro chiedendo non solo l’istituzione di una commissione d’indagine (il cui dibattito approderà in Consiglio comunale domani e saranno scintille) ma addirittura adombrando comportamenti scorretti e poco trasparenti dell’amministrazione. Accuse che Parcaroli mal digerisce. Non riesce proprio a farsele scivolare addosso. L’altro motivo di delusione è la situazione nella Lega di Macerata. Quello che dovrebbe essere il suo partito è quello che gli sta dando più noie. Due dei leghisti che gli sono rimasti sempre vicini con lealtà, lavorando con concretezza, sono l’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori e il vicepresidente della Provincia Luca Buldorini.

Per il resto Parcaroli ha dovuto fare i conti con un partito irrequieto e litigioso. L’ultima azione in ordine di tempo che l’ha mandato su tutte le furie è la richiesta di accesso agli atti sul mattatoio del capogruppo del Carroccio Aldo Alessandrini, un atto che di solito compie chi è all’opposizione (peraltro raramente), quasi mai chi riveste un ruolo di rilievo nella maggioranza di governo. Così il sindaco, già dubbioso rispetto a una candidatura-bis per motivi personali e familiari, si è sempre più convinto di mollare.

«Ho quasi settant’anni, ho lavorato tutta la vita, potrei godermi la famiglia e i nipoti. Poi c’è questo grande amore per Macerata che però mi fa stare ancora qui, visto che c’è tanto da fare», aveva detto più volte negli ultimi mesi ai suoi amici. Ma negli ultimi giorni il suo umore è nero e l’intenzione di darci un taglio con la politica è totale.

L’unico appiglio che resta al centrodestra che altrimenti rischia di trovarsi a 90 giorni dalle elezioni senza un candidato a sindaco a Macerata si chiama Matteo Salvini. Come noto, Parcaroli lo stima molto e l’ha sempre tenuto in grande considerazione. Nel 2020 decise di candidarsi anche grazie alla spinta forte che arrivò da lui. L’ultima volta che si sono visti a Roma il vicepremier aveva promesso al sindaco di fare un salto a Macerata – o comunque di rivedersi – subito dopo la fine delle Olimpiadi, che terminano oggi.

Nei prossimi giorni potrebbe concretizzarsi questo nuovo incontro con Salvini, nel corso del quale il sindaco potrebbe chiedere (forse ottenere) garanzie sul sostegno della Lega e sulla compattezza della coalizione. Il presidente della Regione Acquaroli si è già espresso a favore di Parcaroli («Sono per la continuità», va ripetendo) e anche Forza Italia con l’assessore Riccardo Sacchi ha dato disco verde al bis. Nella Lega le maggiori turbolenze. L’ufficializzazione della sua decisione entro venerdì prossimo, così ha promesso agli amici.




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