Abruzzo

Sola (M5s) sul ristoratore ferito con un coltellino: “Città nel caos, destra ha fallito sulla sicurezza: basta chiacchiere”


«Quanto accaduto è gravissimo e inaccettabile. Un ristoratore accoltellato nel proprio locale, in pieno centro, davanti ai cittadini e all’ora di cena è la fotografia più cruda del fallimento totale delle politiche sulla sicurezza portate avanti dalla destra».
Queste le parole del capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara, Paolo Sola, nel commentare l’accoltellamento avvenuto nella serata di sabato 24 gennaio in un noto ristorante (La Barcaccia) di piazza Primo Maggio. 

«Non siamo di fronte a un episodio isolato. Aggressioni a esercenti e cittadini si susseguono ormai con una frequenza allarmante e raccontano una verità che la destra continua a negare: Pescara sta scivolando giorno dopo giorno in una condizione di insicurezza diffusa, concreta e quotidiana. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno costruito campagne elettorali intere sventolando la parola “sicurezza” come uno slogan vuoto». 

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Sola prosegue: «Sei anni dopo, il bilancio è impietoso: Pescara è meno sicura, più violenta, più fragile. Ordinanze spot, slogan e passerelle funzionano sui social del sindaco, ma non nei quartieri e non nella vita reale dei cittadini. Quello che manca è sotto gli occhi di tutti: una strategia seria e realizzabile. Servono presidio costante del territorio, un vero potenziamento della polizia locale, coordinamento stabile con le forze dell’ordine, politiche sociali capaci di intervenire nelle situazioni più critiche, recupero degli spazi degradati e prevenzione, rendendo la città viva e frequentata da persone perbene, di giorno e di notte. Con Masci e la sua maggioranza nulla di tutto questo è stato fatto. Il centrodestra governa Pescara da sei anni – incalza Sola – e non può più nascondersi dietro la propaganda. Se oggi la città è esposta a piccoli e grandi criminali è il frutto di scelte sbagliate, incapacità amministrativa e di una colpevole sottovalutazione del problema. È il momento di una svolta vera: riconoscere il fallimento e cambiare rotta. Continuare a raccontare che va tutto bene mentre la città sprofonda è un insulto all’intelligenza dei pescaresi. Pescara merita di tornare a essere una città sicura davvero, non solo sui post social del sindaco», conclude.


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