Snowboard, Matteoli delude dopo la grande illusione: è solo quinto

Livigno – Nella giornata delle medaglie di neve e di ghiaccio, la prima, vera delusione olimpica azzurra scivola giù a inizio serata dai 50 metri del salto del big air, la regina delle specialità dello snowboard. A Livigno si aspetta il volo di Ian Matteoli, ventenne torinese di nascita svezzato su questi monti, che alla vigilia dell’apertura dei Giochi di casa aveva entusiasmato nelle qualificazioni alla finalissima in notturna. Finirà solo quinto, neanche troppo lontano dalla doppietta giapponese oro-argento di Kira Kimura e Ryoma Kimata e soprattutto dal bronzo del cinese Yiming Su, ma dopo aver raccontato una storia (bella) tutta sua nella sequenza dei salti. Il primo, altissimo, finito con la schiena nella neve nell’urlo strozzato del pubblico. Il secondo di rimonta. Il terzo entusiasmante ma non abbastanza per andare oltre a sfiorare la medaglia.
Matteoli, una battaglia dopo l’altra
Alla sua prima partecipazione olimpica nella valle che l’ha cresciuto negli ultimi anni, figlio d’arte del padre Andrea, 17 podi in Coppa del Mondo trent’anni fa, Matteoli ha concluso così la prima finale di un italiano nella specialità più spettacolare dello snowboard a 162.50 punti, appena sei in meno del terzo classificato. La sua parabola però viene da lontano, più di quanto piglio e data di nascita parrebbero dire, e in fila ha già messo cadute e risalite. Nel 2023 finì in sala operatoria per un intervento d’urgenza dopo una brutta caduta, da allora «ogni gara ha un valore diverso: me lo ricorda ogni singolo giorno la cicatrice che mi porto dietro dallo sterno all’ombelico», ha ribadito ancora ieri. Una battaglia dopo l’altra, insomma. Ecco perché passata la delusione di una sera, seppur la più importante, seppur tra quelli che lui stesso definisce «i miei idoli», «viene quella successiva», è la promessa di bordo pista.
Oggi è il giorno dei giganti paralleli
Anche le stesse Olimpiadi dello snowboard, in fondo, e non solo la scalata al cielo del giovane Matteoli, sono appena iniziate. Nella Livigno dove i Giochi italiani sono arrivati a celebrare pure la storia delle specialità più spettacolari della neve, «snowboard e freestyle sono trent’anni che qui hanno trovato spazi e cultura» – si rivendica con orgoglio tra gli addetti ai lavori dell’alta Valtellina – oggi sarà il giorno dei giganti paralleli di snowboard, maschile e femminile. Attesa per Elisa Caffont, in gara tra le azzurre con Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso e Sofia Valle. Tra i ragazzi al via Roland Fischnaller, Mirko Felicetti, Aaron March ma soprattutto Maurizio Bormolini, campione livignasco vincitore dell’ultima Coppa del Mondo di parallelo. Qualificazioni al via alle 9.30, finali possibili dalle 14.
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