Smartwatch e glicemia: milioni di modelli forniscono dati inventati
Il tema dei rilevamenti glicemici sugli smartwatch è tornato sotto i riflettori, e non per buoni motivi. La nuova indagine dell’Agenzia federale delle reti tedesca riporta infatti un quadro in cui i dati mostrati da alcuni modelli non hanno alcun legame con la realtà.
Molti dispositivi continuano a proporre funzioni legate alla gestione del diabete senza però disporre di tecnologia in grado di supportarle. Insomma, è una situazione che apre più di un interrogativo sulla sicurezza con cui trattiamo certe informazioni.
L’analisi condotta in Germania ha coinvolto circa 7,7 milioni di prodotti elettronici. Una parte delle irregolarità riguarda documentazione incompleta o marchiatura CE mancante, ma il nodo più delicato si trova altrove.
I tecnici hanno individuato smartwatch che mostrano valori glicemici generati tramite sensori non correlati o stime interne, presentati però come misurazioni autentiche. La comunità scientifica ribadisce da anni che il monitoraggio del glucosio richiede test invasivi o l’uso di un sensore CGM esterno.
Nonostante ciò, vari modelli a basso costo, spesso distribuiti tramite marketplace online, continuano a promuovere la funzionalità come se fosse una normale opzione di benessere. Tra i casi già documentati spicca il Kospet iHeal 6, che in una precedente analisi aveva mostrato valori molto distanti dalle misurazioni reali, con deviazioni capaci di incidere sulle decisioni terapeutiche.
La questione non si limita al comportamento dei singoli brand. L’autorità ha segnalato 1.266 inserzioni online potenzialmente non conformi, pari a circa cinque milioni di unità vendute. Rispetto all’anno precedente si osserva un calo dell’11,2%, ma l’impatto rimane rilevante.
Anche nei negozi fisici le cose non sono andate meglio: su 2.400 modelli verificati, il 58% non rispetta i requisiti previsti, per un totale di 1,9 milioni di prodotti coinvolti. In alcuni casi sono emerse pure emissioni di interferenze elettromagnetiche oltre i limiti.
Il controllo dei confini ha aggiunto un altro tassello: le autorità doganali hanno bloccato 359.000 dispositivi non conformi dopo aver ispezionato più di 8.200 spedizioni, un numero che mostra quanto il problema non sia isolato.
Le dichiarazioni sulla salute devono poggiare su tecnologie reali, non su simulazioni, e questa vicenda ricorda che fidarsi ciecamente dei numeri sul polso non è mai una buona idea, soprattutto quando quei numeri dovrebbero guidare scelte delicate.
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