Scienza e tecnologia

Smartphone con batteria rimovibile? Ecco il piano di Google per l’UE

Il recente brevetto di Google riporta al centro la questione della riparabilità, un tema che l’Unione Europea renderà obbligatorio dal febbraio 2027. Le nuove regole chiedono batterie facilmente sostituibili al netto di un design moderno, e questo obbligo spinge l’industria a rivedere soluzioni considerate ormai consolidate.

Un design ripensato dalla normativa europea

Le norme europee imponogono che ogni dispositivo con batteria interna consenta la sostituzione utilizzando strumenti comuni o forniti nella confezione. Si tratta di un vincolo che mette in discussione scelte basate su scocche sigillate, batterie incollate e ossessione per impermeabilità ed estetica.

Lo schema costruttivo attuale poggia su colle molto forti e chassis compatti, elementi che mal si conciliano con l’idea di rimuovere una batteria senza complicazioni. Per questo l’adattamento richiesto non può limitarsi a un semplice aggiustamento, ma richiede un ripensamento dell’intero sistema di fissaggio interno.

Nel brevetto, Google non immagina un ritorno ai telefoni con cover removibili. Il progetto punta invece a mantenere dispositivi sottili, chiusi e compatibili con la ricarica wireless, ma con un nuovo modo di ospitare la batteria.

Lo chassis dedicato alla batteria

La soluzione descritta si basa su uno chassis metallico che contiene la cella e che sostituisce l’incollaggio diretto alla scocca. Questa struttura assorbe urti, torsioni e flessioni, prendendosi carico delle sollecitazioni meccaniche che oggi gravano sulla batteria stessa.

Il telaio integra punti di blocco meccanici come shear stop e sistemi di interlock, che mantengono la batteria ferma durante l’uso ma permettono di rimuoverla quando necessario. Il risultato è un compromesso che concede ai tecnici un intervento più agevole senza sacrificare stabilità e sicurezza.

Un altro aspetto di sicuro interesse è la versatilità del concetto: la struttura descritta può adattarsi non solo agli smartphone tradizionali, ma anche a pieghevoli, tablet, laptop e prodotti indossabili, segnalando un possibile percorso progettuale valido per più categorie.

Tra brevetto e realtà

Come sempre accade con documenti di questo tipo, un brevetto non garantisce un prodotto futuro. Tuttavia, la vicinanza temporale con le nuove richieste europee lascia intuire che le aziende stiano già lavorando su soluzioni da applicare in tempi brevi.

La proposta di Google appare quindi come un tassello di un cambiamento imposto più dalle regole che dalle strategie interne, ma comunque destinato a incidere sul modo in cui affrontiamo la manutenzione dei dispositivi elettronici.

In fondo, se la legge deve ricordare all’industria che una batteria va cambiata senza diventare acrobati del fai-da-te, forse non è poi una cattiva notizia.

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