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Smartphone ai minori di 13 anni, la scienza conferma i rischi: aumentano depressione, obesità e disturbi del sonno. Gli esperti raccomandano di aspettare e ridurre l’esposizione

Le ricerche pubblicate nel secondo semestre del 2025 hanno confermato gli effetti negativi dell’uso precoce degli smartphone sul cervello degli adolescenti. I dati convergono su memoria indebolita, attenzione ridotta, velocità di elaborazione più lenta e sonno compromesso.

La Società Italiana di Pediatria ha aggiornato le proprie raccomandazioni alla luce delle nuove evidenze scientifiche. Gli esperti indicano che ridurre anche solo di un’ora al giorno l’uso del dispositivo può limitare i danni cognitivi e psicologici.

Ricevere il telefono a 12 anni invece che a 13 aumenta i disturbi del 62%

Lo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics ha analizzato 10.588 bambini americani per mappare le conseguenze dell’accesso precoce allo smartphone. I bambini che ricevono il telefono a dodici anni invece che a tredici mostrano un aumento della probabilità del 62% di sviluppare disturbi del sonno, del 40% di diventare obesi e del 31% di sviluppare depressione.

Un secondo lavoro pubblicato sul Journal of Human Development and Capabilities ha associato l’uso dello smartphone prima dei 13 anni a peggiori risultati di salute mentale in età adulta. Gli effetti includono aumento di pensieri suicidi, distacco dalla realtà, minore regolazione emotiva e diminuzione dell’autostima. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi e della concentrazione, non risulta sufficientemente sviluppata sotto i 13 anni per affrontare il bombardamento degli algoritmi dei social media.

I social media compromettono le prestazioni cognitive anche con un’ora al giorno

Una ricerca pubblicata su JAMA ha esaminato l’impatto dei social media sulle prestazioni cognitive nei bambini dai 9 ai 13 anni. I ricercatori hanno diviso i partecipanti in tre gruppi in base all’uso: poco o nessuno, basso ma crescente, alto e crescente. I test standardizzati hanno misurato lettura, memoria visiva e vocabolario. I ragazzi del gruppo con uso alto e crescente mostravano cali in tutte le aree cognitive.

I bambini che trascorrevano anche solo un’ora al giorno sui social manifestavano rendimenti peggiori rispetto a chi non li usava. Il cervello si adatta ad allenare la distrazione invece della concentrazione quando il tempo viene trascorso a scrollare contenuti brevi. La capacità di focalizzarsi si deteriora gradualmente con l’esposizione prolungata agli stimoli digitali frammentati.

Gli esperti suggeriscono alternative concrete e gradualità nei limiti

Laura Turuani, psicologa dell’Istituto Minotauro di Milano, ha sottolineato al Corriere della Sera, l’importanza del modello genitoriale. “Se gli adulti non si staccano dal telefono, come possono pretenderlo dai ragazzi?“, ha dichiarato la specialista. Le strategie di riduzione graduali risultano più efficaci dei divieti drastici. Gli esperti raccomandano di sviluppare nei bambini un senso critico sui contenuti digitali perché un’ora su un documentario ha un impatto diverso da un’ora su TikTok.

I genitori devono organizzare alternative attraenti attraverso sport, musica e relazioni sociali nella vita reale. Le app di parental control possono supportare i limiti giornalieri ma l’obiettivo finale resta costruire l’autoregolazione. Educare al digitale significa dare valore al tempo disconnesso senza demonizzare la tecnologia.


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