Slow Food “presidia” il lato tenero dei grani di Sicilia

Nasce per facilitare l’approdo sul mercato di farine e sfarinati altrimenti condannati all’anonimato e alla scomparsa. In particolare, il nuovo Presidio Slow Food dei grani Gentili di Sicilia contribuisce a dare visibilità e lustro a un novero di tipologie di frumento selezionate, coltivate e tramandate nel corso dei secoli dagli agricoltori isolani. Complici gli studi condotti dalla Stazione di Granicoltura di Caltagirone (Catania) e a dispetto di decenni di disinteresse, i vari Maiorca, Maiorca di Pollina, Romano, Maiarcone, Pilusedda, Tiraditto, Rosia, solo per citarne alcuni, sono tornati in auge. Ciascuno con le sue caratteristiche esclusive, il suo microclima specifico e il suo utilizzo raccomandato in cucina, dal pane alla pizza, dalla pasta fresca ai dolci.
Caratterizzato da modalità di semina e coltivazione rigorose e condivise, il disciplinare di produzione adottato dai produttori aderenti al Presidio interessa l’intero territorio agricolo siciliano. Al fine di garantire la purezza, la salubrità e la continuità delle popolazioni di grani Gentili di Sicilia, il seme deve provenire esclusivamente da autoproduzione aziendale o dallo scambio interno alla rete dei coltivatori. Per evitare contaminazioni indesiderate, inoltre, i campi destinati alla produzione di semente di filiera sono appositamente isolati e coltivati esclusivamente con popolazioni rappresentative. In campo è vietata altresì ogni forma di concimazione chimica di sintesi, privilegiando, invece, le pratiche agronomiche tradizionali. Grazie a un’etichetta ‘narrante’, infine, produttori e consumatori di specialità realizzate con i grani Gentili avranno, rispettivamente, inediti strumenti di comunicazione e apprendimento per raccontare e conoscere l’intera filiera produttiva. Espressione straordinaria di biodiversità.
Source link




