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Sivyj Yar – A Scarlet Sunset Over The Horrid Abyss: Black metal come testimonianza dei gulag :: Le Recensioni di OndaRock

Sivyj Yar, progetto solista di Vladimir Vishniakov attivo dal 2014 e proveniente da San Pietroburgo, utilizza il linguaggio del post-black metal atmosferico come strumento di rievocazione storica e di riflessione politica. “A Scarlet Sunset Over The Horrid Abyss” non è soltanto un’opera di intensa immersione emotiva, ma anche un atto di memoria che si confronta direttamente con una delle pagine più oscure della storia sovietica.

I testi si basano sulle poesie di Andrej Belyj, qui rielaborate per rievocare le sofferenze del popolo russo durante il periodo staliniano, con particolare attenzione alle vittime dei gulag. Sul piano musicale, questa tensione si traduce in un contrasto significativo: il cantato, radicato nella tradizione black metal più aspra e disumanizzata, sembra incarnare la voce anonima della repressione e della sofferenza, mentre le chitarre, spesso prossime al post-rock, costruiscono lunghe aperture melodiche che evocano spazi, distanze e un senso di tragica vastità.
Ne nasce un connubio particolarmente riuscito, in cui ogni brano si trasforma in una cavalcata atmosferica densa di pathos – dalla title track a “The Deadly Fog Drags Forth”, fino al più riflessivo “Everything Under The Snow Will Hush, Then Die” – capace di avvolgere l’ascoltatore in un senso di ineluttabile tragedia.

Emblematica anche la scelta iconografica: la cover è una fotografia d’archivio scattata nel campo di Kolyma, uno dei luoghi di prigionia più crudeli della storia sovietica.

14/01/2026




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