Sir Sicoma Monini, Semeniuk senza filtri: «Final Four obiettivo minimo. Il pubblico sarà un fattore»

di Carlo Forciniti
Tra la Sir Sicoma Monini e la qualificazione alle Final Four di Torino manca solo un ultimo step. Che passerà dalla gara di ritorno dei quarti di finale contro il Guaguas in programma mercoledì 1 aprile alle 20.30.
Facile prevedere che l’atmosfera al PalaBarton Energy sarà quella delle grandi occasioni. Troppo alta e nobile la posta in palio per una squadra che vuole difendere il titolo continentale conquistato a Lodz lo scorso maggio. Ma prima è necessario passare il turno contro Las Palmas. Un avversario ostico come rimarcato nelle ultime ore sia da coach Lorenzetti che da Wassim Ben Tara Ben Tara. Ma Perugia ha in faretra tutto quello che serve per regalarsi una notte da ricordare e per continuare a sognare il bis europeo.
Fattore PalaBarton Kamil Semeniuk si mostra ottimista in vista di uno degli snodi cruciali dell’annata. «Nel match di andata nei primi due set siamo stati sotto controllo. Poi il Guaguas ha cominciato a giocare come sa. È una squadra con giocatori esperti che hanno giocato molte partite importanti nel corso delle rispettive carriere. Se gli consentiamo di fare il gioco più congeniale, diventano pericolosi. Il 3-2 maturato all’andata ci obbliga a vincere ed è meglio così. La spinta dei nostri tifosi conta tantissimo – puntualizza l’ex Zaksa -. Al PalaBarton Energy c’è sempre un’atmosfera meravigliosa che mi fa sentire anche un po’ di stress positivo. Il pubblico ci darà una grande mano, è il nostro settimo giocatore».
La chiave Che spingerà come di consueto. Ma la Sir Sicoma Monini dovrà essere capace anche di aiutarsi “da sola”. Secondo Semeniuk, la chiave per vincere è chiara. «Qualificarci alle Final Four è l’obiettivo minimo – precisa -. Se giocheremo come abbiamo fatto nei primi due set avremo buone possibilità di farcela, ma ovviamente cercheremo di giocare ancora meglio rispetto a quanto abbiamo fatto vedere alle Canarie».
Sir una famiglia Dove Semeniuk è stato prezioso ma non scintillante, all’interno di una stagione in cui il martello classe 1996 al quarto anno con la maglia di Perugia, sta avendo un’eccellente continuità di rendimento. In merito al titolo di Mvp assegnatogli alle Canarie, mostra grande sportività. «Penso che assegnarlo a me sia stato sbagliato – puntualizza -. Ma ammetto di stare bene sia fisicamente che mentalmente. All’inizio della mia esperienza in Umbria e come è normale che sia, ho dovuto ambientarmi dato che arrivavo in una realtà tutta nuova. Anno dopo anno mi sento sempre meglio, ormai questa società la sento come una famiglia».
Superlega Lo schiacciatore numero 16, infine, si sofferma anche sulla semifinale dei playoff scudetto che vedrà la Sir – in versione Susa Scai – affrontare Piacenza, reduce dalla vittoria in gara 5 contro Modena. «Ho visto la partita e sono rimasto impressionato da Mandiraci. Fare nove ace in una partita così importante non capita spesso. Vorrà dire che dovremo fare tante ripetizioni in battuta in allenamento. Piacenza è forte, dovremo prepararci bene ma prima di ogni cosa, testa alla Champions League».

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