Sinistra Futura contesta la Provincia: “Sì al linguaggio di genere nello Statuto, il centrodestra ci ripensi”
Oristano
Intervento della coordinatrice territoriale Stefania Goddi e dalla responsabile regionale del Dipartimento Donne e Politica, Maria Delogu
“L’esecutivo provinciale oristanese e il Dipartimento regionale Donne e Politica di Sinistra Futura stigmatizzano la scelta del Consiglio provinciale di Oristano di non utilizzare il linguaggio di genere nello Statuto dell’ente. Tale decisione”, si legge in una nota firmata dalla coordinatrice territoriale Stefania Goddi e dalla responsabile sarda del Dipartimento Donne e Politica, Maria Delogu, “è stata fortemente criticata dalla minoranza in Consiglio provinciale, alla quale i succitati organismi di Sinistra Futura offrono solidarietà e sostegno”.
Sinistra Futura abbraccia dunque le posizioni del campo largo e contesta l’indirizzo della maggioranza guidata dal presidente della Provincia Paolo Pireddu. I consiglieri del centrodestra, nel frattempo, hanno risposto ai colleghi della minoranza, sottolineando che “in tutta la fase di elaborazione del testo tra i due schieramenti non è mai stata avanzata alcuna proposta di modifica riferita all’indicazione di genere” e che “solo in sede consiliare, peraltro in modo generico e senza la presentazione di proposte concrete di emendamento o di modifica testuale agli articoli, gli esponenti del campo largo hanno richiamato il tema del linguaggio inclusivo”.
Secondo l’esecutivo provinciale oristanese e il Dipartimento regionale Donne e Politica di Sinistra Futura la mancata adozione di un linguaggio che riconosca esplicitamente il genere femminile nello Statuto della Provincia è un grava passo indietro. “Che proprio nel territorio di Eleonora d’Arborea, prima grande legislatrice europea e antesignana nel contrasto alla violenza di genere, si sia consumata una così retriva pagina di storia”, scrivono Stefania Goddi e Maria Delogu, “non fa ben sperare rispetto alla democrazia paritaria. Non si capisce la ratio di questa scelta, discriminatoria, antidemocratica, poco rispettosa delle norme di una lingua italiana in continua evoluzione e qui declinata al maschile inclusivo”.
“Il riconoscimento delle donne nella società e nelle istituzioni passa anche attraverso un linguaggio che non renda afona la loro voce. In un Consiglio provinciale con una maggioranza esclusivamente di maschi, bene ha fatto la minoranza formata da due donne e due uomini a non tacere e a denunciare il mancato utilizzo del linguaggio di genere istituzionale, oggi approvato anche dall’Accademia della Crusca con le linee guida della professoressa Cecilia Robustelli. L’augurio”, conclude la nota degli organismi di Sinistra Futura, “è che il Consiglio provinciale di Oristano possa ripensarci e dare così un segnale di rispetto e di riconoscimento anche formale alle donne”.
Lunedì, 5 gennaio 2026
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