Silent Hill: Townfall è disponibile: ne vale la pena?
In questi giorni è uscito Silent Hill: Townfall e, a pensarci bene, siamo davanti al terzo gioco della serie arrivato sul mercato nel giro di appena tre anni. La cosa diventa ancora più curiosa se aggiungiamo Silent Hill: The Short Message, piccolo esperimento gratuito pubblicato nel 2024, e il film Return to Silent Hill uscito a gennaio di quest’anno, che è meglio dimenticare.
Non si molla

Insomma, dopo anni in cui sembrava praticamente impossibile vedere un nuovo Silent Hill, Konami ha “smarmellato”, come direbbe il buon Biascica di Boris. La ripartenza è passata dal remake di Silent Hill 2, affidato a Bloober Team e uscito nel 2024, accolto molto bene anche e soprattutto dal pubblico.
Poi è arrivato Silent Hill F, sviluppato da NeoBards Entertainment e ambientato in Giappone negli anni Sessanta. Titolo strano, amato e odiato allo stesso tempo, ma perfettamente in linea con l’idea di sperimentazione che Konami sembra aver abbracciato per la sua proprietà intellettuale, e che appunto ha deciso di continuare con il nuovo Silent Hill: Townfall, realizzato dallo studio scozzese Screen Burn, già autore di Observation e Stories Untold.
Prima più che terza

Ecco, come dicevamo, la compagnia non pare voler costruire una nuova formula unica per Silent Hill, ma lasciare che siano studi differenti a interpretare la stessa IP. Il risultato è una serie che, nel giro di pochissimo tempo, ha cambiato ambientazione, struttura e persino prospettiva.
Townfall, infatti, è il primo capitolo completo della serie completamente in prima persona. Una scelta che ricorda inevitabilmente quello che Capcom aveva fatto con Resident Evil 7, quando decise di abbandonare la terza persona e portare l’orrore direttamente davanti agli occhi del giocatore. La differenza è che Capcom ha continuato a sviluppare Resident Evil internamente, mentre Konami prende il proprio franchise e lo consegna a team con identità molto diverse tra loro.
Nel caso di Screen Burn, Observation aveva già dimostrato la capacità dello studio di costruire tensione attraverso esplorazione, enigmi e narrazione, elementi che ritroviamo anche in Townfall. Il gioco utilizza anche una particolare ricevitore CRTV portatile, che diventa contemporaneamente uno strumento narrativo ed un elemento del gameplay.
Ma cosa si fa concretamente in Townfall?

Il gameplay segue una struttura molto più vicina a un’avventura narrativa che al survival horror classico della serie. Si esplorano gli ambienti in prima persona, si raccolgono oggetti, si osservano gli elementi dello scenario e si risolvono enigmi per poter proseguire. Non aspettatevi però di passare gran parte del tempo con una pistola in mano: quando arrivano le creature, l’approccio principale è quello di evitarle, nascondersi e cercare di attraversare le aree senza farsi individuare.
Le fasi stealth diventano quindi una componente importante dell’esperienza. Bisogna capire i percorsi dei nemici, sfruttare l’ambiente e scegliere il momento giusto per muoversi, mentre alcune situazioni permettono comunque di reagire direttamente alle minacce. A fare da contraltare a queste sezioni ci sono gli enigmi e soprattutto la componente narrativa, che utilizza anche la particolare tecnologia presente nel mondo di gioco per raccontare la storia e modificare il modo in cui il giocatore interpreta ciò che sta vedendo.
Insomma, trattasi di una struttura che rende Townfall parecchio diverso dai Silent Hill più tradizionali. Se persino in Silent Hill F il combattimento aveva comunque un peso molto importante, tanto da essere invasivo, qui l’obiettivo è molto più spesso capire cosa sta succedendo, trovare una soluzione e arrivare dall’altra parte senza farsi ammazzare.
Passa la palla a voi

Il tutto però sta dividendo i giocatori, basta farsi un giro su Reddit o, meglio ancora, su Steam, per rendersene conto. C’è chi sta apprezzando l’atmosfera e l’ambientazione, e chi non sta digerendo le meccaniche stealth e soprattutto le fasi più avanzate dell’avventura. Ma forse è proprio questo il punto interessante dell’operazione di Konami, cioè che, anche quando uno degli esperimenti non convince tutti, come era già successo con Silent Hill F, la serie continua comunque a provare strade diverse.
E mentre cambia faccia di anno in anno, probabilmente quello che molti aspettano davvero è un remake del primo Silent Hill, fatto come si deve.
Per il momento, però, è Townfall a raccogliere il testimone e a portare avanti la legacy della saga.
A proposito, Silent Hill: Townfall è disponibile su PS5 e PC al prezzo di 49,99 euro.
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