Ambiente

Sigaro Toscano, scorta per due anni non fa temere guerra nel Golfo ma rincara logistica – Business

Per la Manifattura del Sigaro
Toscano (Mst) “è ancora molto presto per valutare le
ripercussioni della Guerra del Golfo ma, ovviamente, ci stiamo
preparando. Noi non abbiamo nessun problema in termini di
approvvigionamento di tabacco o di altro. L’unica difficoltà
ovviamente che potremmo avere quella di un aumento dei costi
della logistica, piuttosto che un aumento dei costi del gas”. A
dirlo, in un incontro stampa presso lo stabilimento produttivo
di Lucca, è l’amministratore delegato di Mst, Stefano Mariotti.

   
” Dal punto di vista di materia prima non abbiamo – ha
sottolineato – nessun tipo di problema. Diciamo che noi abbiamo
scorte di tabacco per due anni, e anche i nostri distributori
hanno stock per sei mesi. E’ più un problema – ha precisato
Mariotti – di aumento dei costi logistici e di produzione, visto
che siamo un’azienda ‘gassivola’. Ci preoccupano quindi gli
aumenti dei costi logistici e assicurativi delle derrate che
viaggiano via nave. Il nostro prodotto più venduto è
l’aromatizzato al caffè e questa produzione potrebbe avere un
rallentamento sulle rotte navali anche in altre aree del mondo”.

   
“Sono difficoltà – osserva ancora Mariotti – che abbiamo già
affrontato ai tempi del covid e poi con la crisi del canale di
Suez. E gli eventi passati ci hanno insegnato a gestire queste
situazioni”.

   
Manifatture Sigaro Toscano vende, secondo dati del 2024,
mediamente 244,7 milioni di sigari l’anno per 137 milioni di
euro di fatturato. Oltre 45% della produzione di questa
eccellenza del made in Italy viene esportato per un valore che
rappresenta il 33% del fatturato. A incrinare questa corsa,
almeno temporaneamente, sono anche gli attacchi in corso negli
aeroporti dei Paesi del Golfo: “il mercato del Duty free di
Dubai e Abu Dhabi per noi è stato fondamentale, .- continua
Mariotti – mentre il mercato di sbocco per l’export di
prossimità è sempre la Turchia. C’è un business aeroportuale che
ovviamente in questo momento potrebbe essere colpito, però il
flusso dei passeggeri internazionali non è un trend in calo ma
anzi in ripresa. Ha ripreso alla grande dopo il covid. E
sicuramente saprà recuperare anche questa volta. Tuttavia Dubai
è un crocevia importante anche da un punto di vista
logistico-distributivo in altri paesi, che però non mi sembra
che in questo momento sia assolutamente a rischio. Nessun
distributore, in questo momento, ci ha dato dei segnali di
allarme e, purtroppo o per fortuna, le vendite dell’aeroporto di
Dubai non sono ancora sviluppate come vorremmo, Quindi in questo
momento perdiamo poco. Purtroppo perché volevo vendere dieci
volte di più”.

   
Sul fronte dei costi dell’energia, “ci auguriamo che il gas
rimanga sotto controllo. Però se dovesse prendere una direzione
come quella intrapresa qualche anno fa, quando i rincari furono
più del triplo insomma, ci dovranno essere sicuramente delle
attività di supporto alle aziende manifatturiere. Mst ha
investito per l’autosufficienza e ha un impianto fotovoltaico
che garantisce oltre il 40% del fabbisogno e per quanto riguarda
l’energia viene utilizzato un impianto di cogenerazione”.

   

   

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