Molise

Sicurezza sul lavoro, la denuncia della Cisl Molise arriva alla Camera dei Deputati | isNews

Il sindacato accende i riflettori sulle criticità del sistema di prevenzione regionale e nazionale rilanciando le osservazioni tecniche del dottor Ferdinando Manna


CAMPOBASSO. “In Molise, come nel resto d’Italia, la sicurezza sul lavoro continua a essere una ferita aperta. Una ferita che non si rimargina, che torna a sanguinare a ogni incidente, a ogni famiglia che si ritrova improvvisamente senza un padre, un figlio, un collega”. È in questo scenario che la CISL Molise decide di alzare il tono, di rompere il silenzio, di “trasformare un’analisi tecnica in un atto politico”.

Al centro della denuncia ci sono le osservazioni del dottor Ferdinando Manna, componente del Comitato Regionale Molise ai sensi del D.Lgs 81/08 per la CISL Abruzzo-Molise. “Un lavoro minuzioso, costruito su anni di esperienza e di confronto con le istituzioni. Un lavoro che, per la sua forza, ha superato i confini regionali: una sintesi è stata letta alla Camera dei Deputati dall’avvocato Stefano Margiotta, consulente giuridico della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, durante il convegno del 25 febbraio scorso. Un fatto che, da solo, racconta la portata del problema: ciò che accade in Molise non è un caso isolato, ma un tassello di un mosaico nazionale che non regge più”.

Le osservazioni di Manna non sono un documento tecnico come tanti. Sono una radiografia impietosa di un sistema che, secondo la CISL, “non coordina, non controlla, non comunica”. Il Comitato ex articolo 5, che dovrebbe essere la cabina di regia nazionale, e i Comitati Regionali ex articolo 7, che dovrebbero garantire continuità e omogeneità, spesso non riescono a svolgere pienamente il loro ruolo. “Non possiamo più accettare un Paese che si indigna per tre giorni e poi torna al silenzio”, afferma Antonio D’Alessandro, coordinatore AST CISL Molise. Il dirigente sindacale aggiunge che “le analisi del dr. Manna sono chiare: il sistema non garantisce uniformità, coordinamento e continuità. E quando il sistema non funziona, a pagare sono i lavoratori, spesso con la vita”. Parole che arrivano dopo settimane di confronto interno, ma anche dopo l’ennesima sequenza di incidenti che ha riportato il tema al centro del dibattito nazionale.

“Il Molise, con la sua dimensione ridotta e la sua rete produttiva frammentata, diventa un osservatorio privilegiato. Qui, più che altrove, si vede quanto la sicurezza dipenda dalla capacità delle istituzioni di lavorare insieme. La sicurezza non può dipendere dal codice di avviamento postale”, insiste D’Alessandro, il quale rimarca come “non è accettabile che in Italia la tutela dei lavoratori cambi da Regione a Regione. Serve un sistema nazionale che funzioni davvero, con responsabilità chiare e verifiche periodiche”. Le criticità evidenziate non riguardano solo la vigilanza, ma anche la trasparenza: verbali non pubblicati, riunioni irregolari, piani di prevenzione che non vengono monitorati.

La Cisl Molise rilancia le proposte di Manna, definite “attuabili e necessarie. Non nuove, non rivoluzionarie, ma semplicemente mai applicate: atti di indirizzo e coordinamento emanati ogni anno, verifiche ministeriali sull’attuazione nelle Regioni, pubblicazione integrale dei verbali dei Comitati, monitoraggio dei piani di prevenzione in edilizia e agricoltura, rafforzamento delle strutture regionali dedicate ai Comitati, utilizzo uniforme dei proventi delle sanzioni per finanziare prevenzione e assunzioni, piena operatività degli Uffici Operativi e degli Organismi Provinciali”.

“Non stiamo chiedendo l’impossibile”, ribadisce D’Alessandro, spiegando che “sono misure già previste dalla legge. Il problema non è inventarle: è farle rispettare”. Sul tavolo c’è anche la nuova ‘Strategia Nazionale Salute e Sicurezza 2026–2030’, ora all’esame della Conferenza Stato-Regioni. “Un documento che potrebbe segnare una svolta, ma che rischia di restare lettera morta. Questa Strategia può essere l’inizio di un cambiamento vero”, spiega ancora D’Alessandro, precisando che ciò avverrà “solo se Regioni, ASL e INL la applicheranno davvero. Non servono nuovi annunci: servono responsabilità, controlli e trasparenza”.

“La Cisl Molise – aggiunge ancora – non si limita alla denuncia. Offre collaborazione, chiede tavoli, propone soluzioni, ma pretende risposte. La sicurezza è un diritto sacro”, conclude D’Alessandro, sostenendo che “ogni morte sul lavoro è una sconfitta dello Stato, delle imprese e della società. Il Molise farà la sua parte, ma ora serve una risposta nazionale forte, continua e misurabile. Non possiamo più permettere che la prevenzione sia un terreno di buone intenzioni e scarsa attuazione”. La consapevolezza finale è che “la sicurezza non sia un tema tecnico, ma una questione di civiltà, e che questa volta il territorio molisano abbia deciso di non restare in silenzio”.


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