Sibillini, una crepa nella neve sulla cima del Redentore sopra la conca dei laghi di Pilato
ARQUATA DEL TRONTO – Una frattura lunga una trentina di metri spacca in due il muro di neve che copre la cima del Redentore, 2.448 metri di quota, una delle vette più elevate del gruppo del Vettore. Siamo proprio al confine tra Marche e Umbria, sullo spartiacque tra i due versanti dei Sibillini. Guardando da un lato si ammira la piana di Castelluccio, provincia di Perugia, dall’altra lo sguardo corre a strapiombo sulla conca dei Laghi di Pilato, sul versante ascolano del Vettore.
Video e immagini della crepa
Già domenica scorsa alcuni escursionisti e fotoamatori avevano documentato con video e immagini la spaccatura che si era aperta sulla coltre accumulata per le nevicate della scorsa settimana, per effetto dell’aria più calda arrivata negli ultimi giorni sulle cime dei Sibillini. “La fessura si è aperta in modo tale che il muro di neve sporge in direzione dei laghi di Pilato”, spiega Damiano Lancioni, fotoamatore di Filottrano che domenica mattina, primo marzo, ha raggiunto i Sibillini per un’escursione. Ha scattato diverse foto (che vedete qui pubblicate) documentando la cresta del Redentore anche vista dal Pizzo del Diavolo.

Il rischio di glide avalanche
Sempre domenica altri escursionisti avevano segnalato al Soccorso Alpino la fessura, per timore che i muri di neve si staccassero innescando una valanga. La glide crack, una profonda frattura nel manto nevoso, rappresenta per gli esperti il segnale precursore di una possibile glide avalanche, un insidioso fenomeno valanghivo.
La strada chiusa in Umbria
Così nella giornata di lunedì 2 marzo la Provincia di Perugia ha disposto precauzionalmente la chiusura della strada provinciale 477, nel tratto 3 (territorio umbro), dalla Piana di Castelluccio a Forca di Presta, in comune di Arquata. “La decisione – si spiega nel provvedimento – è dovuta alle segnalazioni di possibili fratture nella coltre nevosa sulle cime del Vettore, in corrispondenza dell’area delle “Creste del Redentore”, con il conseguente rischio di innesco di fenomeni valanghivi”.
Nessun provvedimento, a quanto risulta, è stato adottato dalla provincia di Ascoli Piceno.
Il bollettino valanghe: pericolo moderato
Al momento l’ultimo bollettino di pericolo valanghe emesso da Aineva lunedì, con validità martedì 3 e mercoledì 4 marzo, indica per il gruppo del Vettore un grado di pericolo 2 (moderato) sopra a quota 1.800 metri. “La principale fonte di pericolo è costituita da valanghe bagnate e per scivolamento di neve – si legge -. Sino a quando le temperature non diminuiranno, soprattutto sui pendii ripidi e alle quote medie e alte sono possibili valanghe bagnate e per scivolamento di neve di medie e, a livello isolato, di grandi dimensioni. Attenzione in caso di rotture da scivolamento”. Si raccomanda appunto di fare “attenzione sul crinale sinistro della Valle del Lago di Pilato dove sono presenti cornici molto importanti”. Il bollettino fa presente che nelle conche e nei canaloni al di sopra dei 1800 m circa è presente molta neve. “Le condizioni meteo primaverili hanno causato un progressivo inumidimento del manto nevoso – si legge -. Queste condizioni causeranno un graduale indebolimento del manto nevoso anche alle quote medie e alte”.




