si tuffa, batte la testa e muore in mare. Giallo sull’identità della vittima
Il sabato pomeriggio sul litorale romano si è chiuso nel modo più drammatico, davanti agli occhi terrorizzati di centinaia di bagnanti e famiglie.
Un giovane è morto nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 4 luglio 2026, dopo essersi lanciato dal monumentale pontile di piazza dei Ravennati, lo storico affaccio sul mare di Ostia.
Il ragazzo, che non aveva con sé i documenti d’identità, è deceduto sul colpo a causa di un gravissimo trauma cranico riportato durante la caduta.
L’incidente è avvenuto intorno alle 17:15. Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, il giovane avrebbe scavalcato la ringhiera del pontile per tuffarsi, una pratica pericolosa e severamente vietata ma purtroppo ricorrente tra i ragazzi durante la stagione estiva.
Qualcosa, però, è andato drammaticamente storto: il giovane ha calcolato male la traiettoria o la profondità del fondale, finendo per impattare violentemente contro la sabbia o contro un ostacolo sommerso, perdendo conoscenza subito dopo l’impatto con l’acqua.
Il disperato soccorso del bagnino e l’arrivo dell’ambulanza
La scena si è svolta sotto gli occhi dei bagnanti degli stabilimenti adiacenti, che hanno immediatamente lanciato le grida d’allarme.
Il primo a intervenire è stato il bagnino di salvataggio di uno dei lidi vicini, che si è tuffato in mare, ha raggiunto il corpo del ragazzo ormai esanime e lo ha trascinato fino a riva.
Sulla battigia, il guardaspiaggia ha avviato tempestivamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, massaggiando il torace del giovane in attesa dei soccorsi avanzati.
Pochi minuti dopo sono giunti sulla spiaggia gli operatori sanitari del 118 con un’ambulanza e un’automedica.
I medici hanno tentato a lungo di riattivare i parametri vitali del ragazzo, ma l’entità del trauma alla testa si è rivelata fatale: il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
Indagini sul fondale, la salma a disposizione del magistrato
Sul pontile e sulla spiaggia sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Ostia insieme ai militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera.
L’intera area attorno al punto di caduta è stata transennata per consentire alle forze dell’ordine di effettuare i rilievi di rito e ascoltare i testimoni oculari che si trovavano sulla struttura al momento del salto.
I punti da chiarire: Gli investigatori dovranno appurare con esattezza l’altezza del salto e se il giovane abbia urtato la base stessa del pontile, se sia rimasto vittima della secca (la scarsa profondità dell’acqua in quel punto della costa) o se abbia impattato contro un ostacolo artificiale sommerso.
Parallelamente, sono in corso gli accertamenti per dare un nome alla vittima, della quale non si conoscono ancora le generalità.
La salma, su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Roma, è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale per l’esame autoptico, che dovrà chiarire se il decesso sia sopraggiunto per il trauma da impatto o per successivo annegamento.
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