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Si temono rappresaglie e cellule terroristiche dormienti iraniane in Europa

Davanti alla Furia Epica di Donald Trump e ai Pasdaran che promettono vendetta, l’Europa trova una momentanea posizione comune, e pur senza schierarsi militarmente, avverte Teheran che gli attacchi agli alleati del Golfo sono «inaccettabili». Ma, allo stesso tempo, l’Europa si prepara ad eventuali rappresaglie. «Non si possono escludere cellule dormienti» iraniane nel continente, è stato l’avvertimento arrivato dal Bundestag tedesco mentre la Nato ha reso noto di aver «riadattato il posizionamento delle forze» a fronte di «potenziali minacce dall’Iran o dalla regione».

I ministri Ue riuniti

Il dossier Medio Oriente è stato l’unico punto all’ordine del giorno dei 27 ministri Ue convocati in una videoconferenza straordinaria con l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas. Il rischio di un’escalation incontrollata assieme alla spinta da dare al popolo iraniano contro il regime, hanno dominato l’incontro. «Gli attacchi indiscriminati del regime contro i nostri partner segnano un’escalation senza precedenti e devono cessare. I proxy dell’Iran devono rimanere fuori dal conflitto. Le minacce contro il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz sono sconsiderate e devono finire», hanno evidenziato i 27. Per Bruxelles guardare al dopo Ayatollah non è più un tabù. «La morte di Ali Khamenei è un momento decisivo nella storia dell’Iran, ora si apre una strada verso un Iran diverso», ha scritto Kallas su X. Non a caso «una transizione urgente e credibile in Iran» è stata chiesta anche da Ursula von der Leyen. Per far sentire la vicinanza dell’Europa ai partner nel Golfo, la presidente della Commissione si è lanciata in una maratona telefonica, chiamando uno ad uno i leader di Emirati, Arabia Saudita, Giordania, Bahrein, Oman e Kuwait, esprimendo loro la solidarietà dell’Ue e rimarcando lo stesso Il messaggio: “è necessario salvaguardare la stabilità regionale e proteggere i civili». Alla riunione dei 27 il ministro Antonio Tajani ha indicato tre priorità: sostegno agli sforzi di de-escalation, sicurezza dei cittadini italiani e gestione delle conseguenze economiche del conflitto.

Sicurezza marittima

Tajani ha anche ribadito il ruolo centrale della missione navale Aspides, Missione che sarà rafforzata con navi aggiuntive per «potenziare la sicurezza marittima» dell’area, ha annunciato Kallas. L’evacuazione dei cittadini Ue è tra i punti chiave della riunione, con Bruxelles che ha assicurato un coordinamento tra i vari Paesi membri. La situazione resta fluida. E crescono i timori sul fatto che le rappresaglie di Teheran coinvolgano l’Europa. Oltre all’Alleanza Atlantica si è mossa anche Parigi, che ha deciso di inviare nel Mediterraneo Orientale la portaerei Charles De Gaulle: con il suo gruppo aeronavale rappresenta una delle componenti principali della strategia di dissuasione nucleare francese. E’ rientrato invece l’allarme sui presunti missili diretti a Cipro, lo Stato europeo più vicino al Medio Oriente che è anche attuale presidente di turno dell’Ue. La notizia di due lanci iraniani verso l’Isola diffusa dal segretario alla Difesa britannico John Healey è stata infatti smentita prima dal governo di Nicosia e poi dallo stesso premier britannico Keir Starmer in una telefonata con il presidente cipriota Nikos Chrostodoulides.

Massima allerta terrorismo e rappresaglie in Europa

Intanto aumenta l’allerta su possibili colpi di coda dell’Iran con operazioni basate nel Vecchio continente. “Non si può escludere il pericolo di rappresaglie da parte di cellule dormienti iraniane», ha avvertito Marc Henrichmann, capo del comitato parlamentare tedesco di controllo dei servizi segreti. «Il regime iraniano – ha spiegato – ha ripetutamente dimostrato in passato di esercitare il terrore oltre i propri confini. Misure di ritorsione non possono essere escluse».


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