Si sciopera alla Gambro, “Serve un tavolo di crisi nazionale al Ministero”
“Il futuro del sito produttivo di Gambro Vantive di Medolla dovrà essere affrontato anche in un tavolo di crisi nazionale al ministero delle Imprese e del Made in Italy. In quella sede dovrà essere coinvolto anche Marco De Benedetti, presidente del fondo Carlyle Italia”.
A fissare questa road map per la vicenda della azienda biomedicale della bassa pianura modenese pensano il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, che questa mattina hanno partecipato al presidio allo stabilimento Gambro Vantive di Medolla, dove si rischiano centinaia di posti di lavoro (500 occupati presenti in totale).
Lo sciopero riguarda l’intero turno di lavoro contro la decisione di vendita del sito annunciato, al tavolo regionale di lunedì, dai manager corporate in rappresentanza del fondo proprietario americano Carlyle.
Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaToday
Pd presente in massa oggi al presidio dello sciopero alla Gambro Vantive, azienda biomedicale di Medolla dove 500 addetti sono in ansia per il loro futuro, dopo l’annunciato piano di vendita da parte del fondo Carlyle. Oltre alla coordinatrice del Pd dell’area nord Anna Baldini, c’erano anche i dem Simone Silvestri, Paolo Negro, Niccolò Guicciardi, Christian Feloni, il vicepresidente della Provincia Massimo Paradisi, tutti i consiglieri regionali modenesi, Maria Costi, Ludovica Carla Ferrari, Gian Carlo Muzzarelli e Luca Sabattini, la senatrice Enza Rando e i sindaci dei Comuni della bassa.
Sul posto, a fianco del vicepresidente della Regione Vincenzo Colla e all’assessore regionale Giovanni Paglia, ha commentato Baldini: “Agli oltre 500 addetti dell’azienda biomedicale vogliamo dire che non saranno lasciati soli, e che le istituzioni, a tutti i livelli, sono al loro fianco, a partire dai sindaci, in questo frangente di grande incertezza. Dietro ognuna di queste persone c’è una famiglia, e se il settore biomedicale è sinonimo di buona occupazione e qualità produttiva a livello internazionale è grazie al loro lavoro”. Anche per questo, dice Baldini, “la vendita dello stabilimento dovrà essere necessariamente accompagnata da due condizioni non negoziabili: la salvaguardia della continuità occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori, per scongiurare pesantissime ricadute sociali, insieme a garanzie di investimenti certi”.
Anche la senatrice modenese Pd Enza Rando chiede “al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di convocare con urgenza un tavolo tra azienda, sindacati, istituzioni locali e Regione per fermare la chiusura dello stabilimento e garantire trasparenza sul futuro del sito di Medolla. Non è accettabile apprendere della vendita senza certezze”. Per Avs di Modena, in ogni caso, “siamo di fronte all’ennesimo esempio di capitalismo estrattivo: fondi che entrano, capitalizzano, valutano come massimizzare il ritorno finanziario e poi vendono, spacchettano, delocalizzano. Una logica che impoverisce i territori, scarica l’incertezza su lavoratori e famiglie e concentra la ricchezza nelle mani di pochi”. Verdi e Sinistra aggiungono che “chi fa impresa su un territorio deve assumersi la responsabilità di investire, innovare e redistribuire valore. Non si può trattare un presidio industriale e sanitario di questa portata come una semplice voce di bilancio”.

Presenti anche i sindaci della Bassa modenese, di diversi colori politici. La voce del centrodestra è quella di Letizia Budri, sindaca di Mirandola: “Esprimo la piena vicinanza dell’Amministrazione del Comune di Mirandola ai lavoratori e alle loro famiglie. La decisione di vendere, annunciata dal fondo The Carlyle Group, apre uno scenario delicato che non può lasciarci indifferenti. Il nostro distretto biomedicale rappresenta un patrimonio industriale, occupazionale e sociale costruito in decenni di lavoro e competenze e questo stabilimento è da sempre uno dei suoi principali punti di riferimento”.
“Lo abbiamo già dimostrato nella gestione della complessa vicenda Mozarc Bellco: con responsabilità e collaborazione istituzionale si possono affrontare anche passaggi difficili, tutelando il territorio. Come sindaci la nostra presenza è più che mai necessaria, sia oggi, qui di fronte allo stabilimento, che nel confronto con Regione e Governo, affinché si individuino acquirenti seri e prospettive di sviluppo solide. I lavoratori sono nostri concittadini: con il loro impegno creano valore e rendono il nostro territorio un luogo dove continuare a vivere e investire nel futuro”, conclude.
Source link




