Marche

si rischia di perdere i fondi Pnrr


SAN BENEDETTO – Il Ballarin osservato speciale da parte della Prefettura. Nell’ultimno periodo il prefetto Sante Copponi avrebbe scritto più di una lettera rivolta alla commissaria Rita Stentella per conoscere lo stato dei lavori e l’iter per la rigenerazione dell’ex stadio.

Lo stop

Ormai da 14 mesi il cantiere del Ballarin è fermo al palo. Il timore più grande è quello di perdere i finanziamenti provenienti dal fondo Pnrr visto che tali risorse hanno una scadenza ben precisa, fissata al prossimo luglio, e se entro quella data l’intervento non sarà realizzato, il rischio è di perdere l’intero tesoretto pari a 2,6 milioni di euro. Soldi che arrivano direttamente dal Ministero dell’Economia e Finanze da qui l’interesse da parte della Prefettura che ha inviato più lettere in questo periodo per conoscere lo stato dell’arte e soprattutto chiedere un monitoraggio puntuale da parte del commissario straordinario. Da parte della commissaria Stentella un interesse particolare verso questo progetto che è il più importante e sentito dalla città, non a caso tutti gli incontri che ha avuto con le varie realtà sociali lo hanno caldeggiato.

La variante

Intanto il cantiere è ancora bloccato e si stalavorando sulla variante resasi necessaria per modificare il progetto del settore sud. Solo una volta definita la variante e soprattutto i costi aggiuntivi che implica e che si aggirerebbero sui 100mila euro, si potrà procedere con la richiesta di proroga dei tempi entro cui realizzare l’opera. Il problema starebbe proprio sulle risorse in più che saranno necessarie a coprire le spese. Anche perché è difficile stanziare ulteriori risorse per un cantiere di cui non si sa se otterrà la proroga. Si sta pensando anche a un piano B che potrebbe essere rappresentato dall’avanzo di bilancio, che si aggirerebbe sui dieci milioni di euro, per coprire i costi in esubero ma resterebbe il fatto della perdita dei 2,4 milioni di euro iniziali intercettati dall’ex amministrazione Piunti. Finora sono stati stanziati 2 milioni e 680 mila euro dal Pnrr, i 450 mila euro della Fondazione Carisap e 800 mila dal Comune. A tutto questo si aggiunge un milione e mezzo per gli affidamenti esterni.

La destinazione

Lo stesso ex sindaco Spazzafumo ha più volte spiegato di aver voluto la variante al progetto del Ballarin per dare un respiro più ampio all’ex curva sud, al fine di assegnare anche una destinazione didattica a questo spazio, ampliando l’area destinata al padiglione in modo che non rimanesse uno spazio statico, come può essere un semplice museo, ma rendendolo capace di ospitare serre e diventare un’area dinamica con una valenza didattica, da 90 posti, che muterebbe nei diversi periodi dell’anno. Una modifica è data anche dal tetto del padiglione che non sarà orizzontale ma inclinato al fine di ospitare al meglio i pannelli fotovoltaici. Interventi che l’impresa Laganaro avrebbe dovuto finire entro il prossimo luglio ma con un anno di ritardo sembra quasi impossibile rispettare tale scadenza.




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