Si può vincere al Superenalotto con l’AI? L’esperimento del giornalista e il parere dell’esperto: “Ecco cosa può fare l’intelligenza artificiale (e cosa no)”
Un caso recente di giocate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale accende le speranze di chi tenta di dare una svolta alla vita con una vincita colossale e il trasferimento su un’isola tropicale. Ma è inutile farsi illusioni, gli esperti sono concordi sul fatto che l’intelligenza artificiale non aiuta a vincere a lotto, SuperEnalotto, roulette, lotteria e in genere tutti i sistemi randomici. La dura realtà? La confida ai lettori del Fatto Quotidiano un grande esperto di statistica specializzato nel gioco, che preferisce mantenere l’anonimato. L’IA è come un orologio rotto, che però funziona due volte al giorno. È andata bene per due volte di fila a un gruppo di studenti universitari, ma dopo un paio di settimane ha lasciato a bocca asciutta un giornalista francese che ha provato addirittura con quattro sistemi di intelligenza artificiale. E chissà quante altre volte l’IA non ha funzionato ma i malcapitati hanno incassato in silenzio… Perché tutto è governato dal caso.
C’è chi vince e chi perde. Come sempre
A inizio marzo, la dea bendata ha sorriso a un gruppetto di studenti della facoltà di fisica dell’Università del Salento. Come riporta Repubblica, i tre hanno puntato su
“un algoritmo basato su tecniche di machine learning, alimentato con i dati storici delle estrazioni del Lotto negli ultimi due anni”. La prima volta hanno vinto 4500 €, così hanno pensato di ritentare la sorte, ma non prima di aver perfezionato il proprio sistema, riuscendo in seguito a vincere ben 43.000 €. “Sappiamo bene che il lotto è un sistema casuale. Ma eravamo curiosi di capire se grazie al sistema di intelligenza artificiale fosse possibile individuare delle tendenze che potessero tornarci utili. E abbiamo approfittato per trasformare questa curiosità in un piccolo progetto sperimentale”, hanno spiegato gli studenti a Repubblica. Ma va detto che nel sistema da loro elaborato si è inserito il caso: il suggerimento del proprietario della ricevitoria, che ha consigliato loro di non puntare sui numeri in ritardo, come intendevano fare, quanto piuttosto su quelli che escono più spesso su una ruota.
Di tutt’altro esito il tentativo effettuato dal giornalista francese Mikaël Libert di 20 minutes che nei giorni scorsi, ingolosito dal jackpot di 217 milioni di euro di EuroMillions, ha deciso di tentare la sorte con ben quattro sistemi di intelligenza artificiale: ChatGPT, Grok, Perplexity e DeepSeek. A tutti e quattro il giornalista ha rivolto l’identica domanda: “Basandoti sui risultati storici e sulle statistiche disponibili presso la FDJ [società che in Francia ha il monopolio su lotterie e scommesse], oltre che sulla tua analisi, dammi tre griglie diverse da giocare per l’estrazione dell’EuroMillions. Voglio la tua analisi in funzione delle probabilità, non basandoti sui pronostici dei siti specializzati”. Ubbidienti, i sistemi si sono messi al lavoro e hanno generato ognuno tre griglie contenenti: i numeri che escono di più dall’inizio del gioco, quelli che non escono da tempo, infine una griglia con la suddivisione equilibrata di numeri caldi (quelli estratti più di frequente) e freddi (quelli estratti meno spesso). Totale: 12 griglie. Tutte diverse. Ma evidentemente non ci credevano neppure i sistemi di IA, tanto che non hanno esitato a mettere le mani avanti. A proposito di una griglia, Grok ha parlato di “approccio semi-aleatorio con scarto”. Gli altri sistemi hanno avvertito dell’aspetto aleatorio dell’estrazione e della mancanza di garanzie di vittoria. Perplexity è stato anche più chiaro: “Queste combinazioni non aumentano le vostre possibilità di vincere”. Di fatto avevano ragione: Libert ha provato a giocare tutte e 12 le griglie, puntando in totale 30 euro. Risultato? Una sola combinazione era giusta, e gli ha fruttato la bellezza di 5,5 euro. Se avesse puntato dei numeri a caso non sarebbe andata molto diversamente. O forse avrebbe vinto davvero, chi può dirlo? Se ci fosse ancora un barlume di speranza di vincere con l’IA (forse il sistema del francese era fondamentalmente sbagliato ed era invece giusto quello dei tre giovani?), il nostro esperto di statistica toglie ogni dubbio: vincere con l’intelligenza artificiale è solo una questione di casualità.
Perché non c’è sistema che tenga
“Secondo la statistica e la matematica pura, non esiste un sistema matematico per ricavare i numeri del lotto. E se non esiste come può trovarlo l’intelligenza artificiale?”. Lo stesso vale naturalmente per lotterie, roulette, SuperEnalotto e tutti i sistemi casuali, basati sulla generazione imprevedibile dei numeri. “L’IA può soltanto prendere tutto lo storico del lotto e dei giochi simili e comporre statistiche estese. Ma questo non cambia i risultati, perché nel gioco non esiste un pattern riconosciuto per cercare di creare un sistema. Con questo tipo di sistema l’unico modo è basarsi sulle probabilità, ma la probabilità di indovinare 6 numeri è una su 600 milioni. Sulla base statistica dei ritardi è possibile provare a escludere delle combinazioni, ma comunque queste sono tante ed è quindi difficile”. Soprattutto, non bisogna sopravvalutare l’IA come si fa comunemente, pensando che sia più brava di noi a trovare delle soluzioni. “L’intelligenza artificiale non può fare nulla di più di quello che le è stato insegnato, non può scoprire una nuova matematica (sempre che esista) perché neanche noi la conosciamo. Al momento fa solo quello che le è stato insegnato, non è in grado di fare nuove scoperte. Tuttavia, a differenza dell’essere umano l’IA può usare strumenti statistici e caricare lo storico, radunare i dati forniti ed elaborarli in modo rapido, efficace e complesso. Ma dato che non esiste una formula per prevedere l’estrazione, l’IA non può farlo”. Insomma, meglio non provarci nemmeno. Alla fine, il biglietto vincente lo si potrebbe anche trovare per terra…
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