Sì, la religione islamica deve essere un sorvegliato speciale

“Il comunicato del presidente dell’associazione A.C.B. Social Inclusion denota l’arroganza che comincia a manifestare la comunità islamica anche ad Arezzo”. A dirlo è il consigliere comunale FdI, Francesco Lucacci, che interviene sul botta innescatosi dopo la nota con cui la vice sindaco Lucia Tanti ha annunciato di aver chiesto chiarimenti sulle attività svolte all’interno della propria sede al centro di cultura islamica di piazza San Donato. Una presa di posizione alla quale, come detto sopra, ha fatto seguito la reazione del presidente dell’associazione Acb.
“L’amministrazione comunale – scrive Lucacci – ha diritto di chiedere ogni chiarimento a chi, in modo non trasparente, esercita un culto e pratica una religione che discrimina la donna e Viola il principio di parità formale e sostanziale tra uomo e donna previsto dalla costituzione. Si ricorda alla comunità islamica che il principio di uguaglianza formale e sostanziale tra uomo e donna (di cui all’art. 3 costituzione) è precedente a quello della libertà religiosa di cui all’art. 8 e 19. Dunque sì, la religione islamica deve essere un sorvegliato speciale perché in Italia e anche ad Arezzo troppo spesso si vedono donne completamente velate e troppo spesso ci sono stati esempi di giovani donne in Italia uccise per non volersi sottoporre alle norme della Sharia che impongono il velo. La comunità islamica deve dare prova di non violare ad Arezzo i diritti delle donne: È ora di fare chiarezza e avere trasparenza ed invitare chi non intende rispettare la costituzione italiana a tornare al proprio paese”.
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