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si incaglia il via libera al Senato dopo gli scoop del Fatto

La cessione gratuita della portaerei Garibaldi all’Indonesia, finita al centro di un’inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano, scatena la battaglia politica in commissioni Esteri e Difesa. Le opposizioni accusano il governo di non aver adeguatamente presidiato la seduta alla Camera, dove il testo doveva essere incardinato, e si è scatenata la bagarre anche al Senato, dove era presente la sottosegretaria Isabella Rauti e le minoranze rivendicano di aver ottenuto un rinvio del voto dopo le rivelazioni degli scorsi giorni, pubblicate dal nostro giornale, sulla presenza a Dubai, nei giorni in cui è rimasto bloccato il ministro della Difesa Guido Crosetto, anche dell’imprenditore Sergio Cappelletti, titolare della Drass, società che potrà guadagnare dal business sulla cessione gratuita della nave al governo di Giakarta.

Nelle commissioni del Senato, attacca il M5s, “abbiamo chiesto e ottenuto, insieme alle altre opposizioni, il rinvio del voto sul decreto di cessione di Nave Garibaldi all’Indonesia richiedendo al governo un supplemento di informazioni su tutti gli aspetti oscuri di questa vicenda”, dicono la capogruppo Alessandra Maiorino e i senatori Bruno Marton ed Ettore Licheri. “Pretendiamo che prima sia fatta piena luce sul ruolo di intermediazione della società Drass suggerito dal ministero della Difesa di Giacarta e sul rapporto tra questa cessione e il ricco appalto che la stessa piccola azienda ha vinto per la fornitura di sottomarini sempre all’Indonesia”. E ancora: “Vogliamo sapere perché la Difesa ha scelto di regalare un patrimonio storico della Marina Militare che vale ancora oltre 50 milioni di euro e poteva quindi essere venduto invece che ceduto in dono, chiediamo trasparenza assoluta sui rapporti tra Crosetto e il presidente della Drass Sergio Cappelletti, sul loro presunto incontro a Dubai nei giorni scorsi e sul rapporto tra l’azienda e il partito di Crosetto che la stessa azienda ha finanziato negli anni scorsi. Ci aspettiamo risposte chiare”.

Il rinvio, sottolineano i senatori dem Alessandro Alfieri e Graziano Delrio, è stato “condiviso anche da una parte delle forze politiche di maggioranza” e parlano di punti “poco chiari” riguardo al ruolo di Drass e al fatto che sia stata indicata dall’Indonesia come “intermediaria” dell’operazione. “Ma Drass stessa sarebbe già beneficiaria indiretta dell’operazione complessiva, che secondo i dati forniti dagli uffici parlamentari avrebbe in via di definizione un contratto per la costruzione di sei sommergibili del valore di 480 milioni di euro – aggiungono Alfieri e Delrio – A questo punto, vista la delicata situazione politica, è fondamentale che il ministro Crosetto venga direttamente a chiarire i contorni dell’operazione al fine di allontanare qualsiasi ombra”.

Le opposizioni si sono scaldate anche alla Camera, dove il testo doveva essere incardinato – circostanza che non prevede la presenza di rappresentanti dell’esecutivo – e hanno chiesto di proseguire l’esame solo davanti a un membro del governo che possa “fornire i necessari chiarimenti”. Di episodio “grave e incomprensibile” parlano i capigruppo Dem nelle due commissioni a Montecitorio Enzo Amendola e Stefano Graziano poiché il “Parlamento aveva chiesto al governo di riferire prima del voto per chiarire tutti i passaggi di un’operazione che presenta diversi aspetti ancora poco chiari, sia sotto il profilo politico che amministrativo. I dubbi riguardano anche i possibili risvolti diretti e indiretti dell’operazione alla luce delle notizie stampa che chiamano in causa direttamente il ministro Crosetto”.

Ricordando gli articoli del Fatto, contestati dal ministero e dall’imprenditore, i componenti M5S della Commissione Difesa accusano l’esecutivo di essersi “sottratto” ai chiarimenti, richiesti anche dalla presidente della commissione Stefania Craxi: “Il governo non c’era, non c’era il ministro, non c’era il sottosegretario, non c’era nemmeno uno dei due relatori di maggioranza. Per questo, insieme alle altre opposizioni, abbiamo chiesto la sospensione della seduta”, dicono il capogruppo Arnaldo Lomuti e il deputato Marco Pellegrini. “Pretendiamo chiarimenti – concludono – sul ruolo di intermediazione della società Drass e sul rapporto tra questa cessione e il ricco appalto che la stessa ha vinto per la fornitura di sottomarini sempre all’Indonesia”.

La cessione della nave Garibaldi a titolo gratuito si inserirebbe – come ricorda Avs – “in un quadro di cooperazione militare e industriale nella difesa tra i due Paesi, cui seguirebbero possibili commesse per aziende italiane del comparto difesa”. Tra le aziende beneficiarie, rimarca il capogruppo Peppe De Cristofaro, “ci sarebbe la società italiana Drass Galeazzi già in trattative industriali” con l’Indonesia per i sommergibili. “Abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Crosetto per chiedere se questa operazione favorisca operazioni di esportazione di sistemi d’arma o tecnologie militari da parte di aziende italiane – afferma – e se siano state valutate soluzioni alternative alla cessione all’estero, tra cui la destinazione dell’unità a finalità museali, culturali o di valorizzazione storica nel territorio nazionale”.


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